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Usa-Russia, telefonata Trump-Putin: “Primo obiettivo battere insieme l’Isis”

Usa-Russia, idillio Trump-Putin: "Primo obiettivo battere insieme l'Isis"

Trump

WASHINGTON – La telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin sancisce la fine della “seconda guerra fredda”. Dietro le dichiarazioni formali si intravvedono i reali frutti della nuova amicizia: da un alto un via libera alla fine delle sanzioni contro Mosca; dall’altro l’endorsement russo alla linea dura di Washington sull’accoglienza ai rifugiati.

Secondo quanto fa sapere la Casa Bianca, la firma del provvedimento in cui si danno 30 giorni di tempo alle forze armate per mettere a punto una nuova strategia che porti alla sconfitta dell’Isis, descritto come la realizzazione di una delle sue principali promesse fatte in campagna elettorale, potrebbe avvenire nelle prossime ore. Secondo indiscrezioni, la parte centrale del nuovo piano prevederebbe l’invio di più forze e mezzi militari sia in Iraq che in Siria.

Due giorni fa lo stesso Trump, in un’intervista alla Fox Tv, aveva affermato che “ci si deve liberare dell’Isis perché non c’è altra scelta”. E proprio il piano anti-Isis è stato al centro della telefonata tra il presidente americano e Vladimir Putin.

Durante il colloquio è stato “stabilito un vero coordinamento tra azioni americane e russe per sconfiggere lo Stato islamico e le altre organizzazioni terroristiche in Siria”, ha fatto sapere il Cremlino. I presidenti di Russia ed Usa, Vladimir Putin e Donald Trump, concordano nel voler “sviluppare relazioni da pari a pari”, fa sapere il Cremlino. Infine nella nota diffusa da Mosca sul colloquio non esiste accenno al fatto che sia stato discusso l’alleggerimento delle sanzioni su Mosca imposte per la situazione in Ucraina. Nella prima telefonata dall’insediamento di Trump, i due leader hanno anche discusso l’importanza del ripristino dei legami economici e delle relazioni tra i due Paesi.

La giornata di Trump è stata ricca di altre telefonate con leader stranieri: oltre a Putin ha sentito il premier giapponese Shinzo Abe, la cancelliera tedesca Angela Merkel, e il presidente francese François Hollande. Quest’ultimo ha voluto far sapere di avere “messo in guardia contro il protezionismo e il ripiegamento” il presidente americano. Nel colloquio con la Merkel c’è stata un comune riconoscimento del ruolo della Nato, ma la cancelliera ha accettato il principio secondo cui gli europei devono spendere di più per la propria difesa.

 

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