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Vertice anti-Isis al Pentagono. Obama: “Non mi fido di Putin”

WASHINGTON – “Continueremo a combattere l’Isis senza sosta, in maniera implacabile” e alla fine “la sua sconfitta sarà inevitabile”. Così Barack Obama parla agguerrito ai giornalisti al termine dell’ennesimo vertice di guerra svoltosi al Pentagono, per fare il punto sulla lotta al sedicente Stato islamico e sul nuovo fronte aperto con i raid aerei in Libia. Parole dure per la Russia in merito al fronte Siria: “E’ ora che dimostri serietà nel porre fine alla guerra civile”. E affonda: “Non so se ci possiamo fidare di Putin“.

Barack Obama ha riunito il National Security Council per ascoltare dai suoi più stretti consiglieri e dai vertici dell’intelligence, della difesa e delle forze armate gli ultimissimi aggiornamenti; per capire cosa funziona e dove invece bisogna correggere il tiro. L’obiettivo è di rendere sempre più efficace l’azione contro il Daesh, ma anche quello di rafforzare la prevenzione sul fronte del terrorismo.

“E’ più di un anno che l’Isis non consegue una vittoria importante in Iraq e in Siria”, ha evidenziato il presidente americano, sottolineando però come la situazione sia “complessa” e “non può essere risolta solo con la forza militare”. Ha messo in guardia sul fatto che “nonostante il declino dell’Isis in Siria e in Iraq, l’organizzazione ha ancora la capacità di ispirare attacchi terroristici, anche negli Stati Uniti”. Dunque, la parola d’ordine è mantenere altissima la guardia.

Al vaglio del consiglio nazionale per la sicurezza i risultati della controffensiva in Iraq e il nodo siriano legato sempre alla permanenza di Assad e al ruolo della Russia. Quest’ultima “è tempo che dimostri di volere davvero la fine della guerra civile siriana”, ha detto Obama, denunciando ancora una volta come il regime di Damasco continui sistematicamente a violare la tregua.

Poi l’azione in Libia, sull’area di Sirte, che la Casa Bianca spera possa aprire la strada a una vittoria in tempi brevi delle forze del governo di coalizione. Sul tavolo i numeri della Operation Odissey Lighting, che parlano di 9 attacchi aerei sulle postazioni degli uomini dello stato islamico compiuti tra il primo e il 3 agosto. “Stiamo conducendo i raid aerei più precisi della storia militare”, assicura Obama.

Tra gli obiettivi colpiti – come riporta il comando americano in Africa – diversi obiettivi e diversi mezzi militari. Nonostante ciò però l’Isis resiste, e l’avanzata delle truppe terrestri verso Sirte sembrerebbe più irta di ostacoli del previsto, con le forze del governo di unità nazionale frenate anche da esplosioni improvvise causate da ordigni piazzati lungo il cammino dall’azione di cecchini.

L’impressione – riferiscono 007 e vertici militari Usa – è che ci potrebbero volere settimane, se non mesi, per sconfiggere definitivamente gli uomini dell’Isis a Sirte, secondo le stime non più di un migliaio. Un quadro che comunque potrebbe far propendere Pentagono e Casa Bianca per un’intensificazione dei bombardamenti.

L’appuntamento del National Security Council è anche l’occasione per il presidente americano per fare un bilancio con la stampa prima della sua partenza per le vacanze estive, nel fine settimana. Il tema sicurezza e terrorismo è sempre centrale nella campagna elettorale per la Casa Bianca, con Obama che deve difendersi dagli attacchi di Donald Trump che lo accusa di non saper esercitare su questi temi una leadership degna di questo nome.