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Sacrificheresti la vita di un innocente per salvarne altre?

OXFORD – Sacrificheresti la vita di un innocente per salvarne molte altre? E’ il dilemma dinanzi al quale si sono trovati i partecipanti ad una ricerca condotta dagli psicologi dell’Università di Oxford. Una scelta quasi impossibile che secondo gli scienziati avrebbe un impatto determinante sul grado di affidabilità che le persone sono in grado di trasmettere.

I risultati possono aiutare a spiegare il motivo per cui gli esseri umani sono spesso attratti da scelte morali che non privilegiano il bene più grande, come ad esempio rifiutare di sacrificare un innocente. Questo suggerisce che ci possono essere alcune regole congenite sulla moralità nella natura umana a causa della nostra evoluzione come specie sociale.

Jim Everett, psicologo presso l’University of Oxford, che ha condotto il lavoro, ha detto che le decisioni basate su questo tipo di regole, ossia sull’etica deontologica improntata sull’idea di giusto e sbagliato, in passato possono aver contribuito ad aumentare la coesione di gruppo aiutando le persone a fidarsi l’una dell’altra.

Gli psicologi sostengono che le intuizioni deontologiche derivano da reazioni emotive “irrazionali”, ma il nostro lavoro suggerisce un’altra spiegazione”. Le persone che si attengono a morali assolute sono preferite come parti sociali, ed esprimendo questo punto di vista avranno benefici per loro stesse”. “Nel corso del tempo, ciò potrebbe agevolare un tipo di pensiero morale rispetto ad un altro, in tutte le persone”.

“Questo ha senso, dobbiamo rabbrividire al pensiero di un amico o partner che se si dovesse sacrificare per un bene più grande, facesse un’analisi di costi/benefici“.

La morale consequenzialista – “il fine giustifica i mezzi” – afferma che è meglio agire in un modo che andrà a beneficio del maggior numero di persone, anche se questo significa causare danni, come ad esempio uccidere una persona per salvarne cinque.

Ma l‘etica deontologica focalizza l’attenzione sull’idea che certe cose sono sbagliate – come uccidere una persona innocente – anche se il gesto può aiutare più persone. Dilemmi morali ben rappresentati in film come “Salvate il soldato Ryan”, dove un intero gruppo di soldati è sacrificato per salvare la vita di un uomo, e nel nuovo film “Eye in the sky” con Helen Mirren, in cui eliminare una cellula di terroristi significherebbe uccidere una ragazza innocente.

Molly Crockett, autore senior dello studio dell’Università di Oxford, ha detto: “Abbiamo scoperto che le persone che hanno un approccio assoluto nei confronti di una scelta – rifiutando di uccidere un innocente, anche quando questo comporta di pensare al bene più grande – sono state viste come più affidabili rispetto a quelli che hanno un approccio consequenzialista più flessibile.