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A 64 anni tenta maturità, lo bocciano. Studente attempato perseguita prof

ROMA – Antonio V., 64 anni originario di Caserta, voleva portare a termine gli studi interrotti quando era ancora adolescente. Per questo è tornato a sgobbare sui libri da privatista e si è iscritto all’ultimo anno di liceo per potere accedere all’esame di maturità. Ma i suoi professori glielo hanno impedito: al termine dell’anno la commissione non lo ha ammesso agli esami e Antonio non l’ha presa bene. Ora lo studente attempato rischia di finire a processo per stalking

La storia, raccontata da Michela Allegri sul Messaggero, ha inizio nel 2013, quando Antonio sceglie di tornare sui banchi di scuola:

Sceglie un istituto rinomato: il Pilo Albertelli di Roma, a due passi dalla basilica di Santa Maria Maggiore e punto di riferimento dei residenti nei centrali rioni Esquilino, Monti e Trevi. E’ un liceo che vanta 130 anni di storia e in cui si è diplomato pure il maestro del cinema Ettore Scola.

Al termine dell’anno, la commissione formata da cinque professori non consente ad Antonio di accedere all’esame finale. L’allievo non è pronto, non si è applicato, non ha tutte le carte in regola per affrontare alla maturità. Il sessantaquattrenne prende quella decisione sul personale, si convince che si tratti di un attacco nei suoi confronti. Inizia quindi a tormentare i docenti.

La persecuzione dura quasi tre anni: si interrompe all’inizio del 2016, quando scatta l’inchiesta della Procura a seguito della denuncia sporta dai professori. L’imputato ha spedito loro una sfilza di lettere ingiuriose e offensive. «Sei una sguattera»: è la frase più delicata rivolta alla professoressa di latino. Il crescendo degli insulti ha iniziato a preoccupare gli insegnati, che hanno deciso di rivolgersi agli inquirenti quando si sono visti minacciare di morte.

«Vi sistemerò per le feste, dove abitate? Non vi farò mancare nulla di quanto promesso. Vi prenderò a calci e pugni», ha scritto Antonio in una delle ultime lettere. Così, è intervenuta la Procura. Lo studente furioso rischia ora il processo per stalking, per aver cagionato ai prof «un perdurante e grave stato di ansia e di paura e ingenerava un fondato timore per la propria incolumità».