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Algerino arrestato a Salerno fece passaporti falsi per Isis

SALERNO – Djamal Eddine Ouali, algerino di 40 anni, è stato arrestato a Bellizzi, in provincia di Salerno, con l’accusa di aver fabbricato i passaporti falsi utilizzati dai jihadisti degli attentati terroristici di Parigi e Bruxelles. Il Belgio ha chiesto l’estradizione dell’uomo, che si trova in carcere dalla mattina del 27 marzo e dove il giudice della Corte d’Appello di Salerno ha convalidato il fermo. L’Italia, nelle ricostruzioni degli investigatori, è il crocevia dei miliziani Isis verso l’Europa e anche l’algerino è finito nel mirino delle indagini per sgominare le reti di appoggio dei terroristi nel paese.

Il quotidiano La Stampa scrive che Ouali è ricercato dal 6 gennaio scorso dopo l’emissione di un mandato di arresto internazionale da parte del Belgio, perché ritenuto fiancheggiatore dei terroristi in Francia e in Belgio. L’uomo, secondo le accuse, fa parte di una organizzazione di falsari che si occupa di fornire documenti contraffatti ai terroristi Isis:

“Ouali, entrato in Italia a gennaio con la moglie dal Brennero, negli ultimi tempi viveva nel piccolo centro ad una trentina di chilometri da Salerno assieme alla moglie, che è incinta e che si era recata in questura per chiedere un permesso di soggiorno per motivi di salute. Essere incinta, infatti, consente ad una donna di ottenere il permesso di soggiorno valido fino al terzo mese di età del bambino. Così, per assistere la moglie durante la gravidanza, anche Ouali si è recato nei giorni scorsi all’ufficio immigrazione della questura per chiedere il permesso di soggiorno.

Il volto del 40 enne algerino non è passato inosservato ai poliziotti dell’ Ufficio che, dopo una serie di comparazioni di foto, hanno individuato in Ouali l’uomo ricercato dalle autorità del Belgio. Una mossa ingenua, che fa dubitare gli inquirenti dell’effettiva importanza dell’uomo nell’organizzazione. Sabato pomeriggio il blitz a Bellizzi, piccolo centro ad una trentina di chilometri da Salerno. Ouali era ad una fermata degli autobus in via Roma, nei pressi della Chiesa del Sacro Cuore, quando sono entrati in azione gli agenti della Digos di Salerno. Non ha avuto neppure il tempo di chiedere spiegazioni che si è visto immobilizzare dai poliziotti. È stato il dirigente della Digos, Luigi Amato, ad ammanettarlo.

Con gli agenti della Digos e dell’ufficio Immigrazione si è complimentato il questore di Salerno Alfredo Anzalone. «C’è stata maggiore attenzione dopo segnalazioni giunte al Capo della Polizia e sulla base delle direttive del ministero degli Interni – ha detto Anzalone – Eddin era irreperibile, ma lo abbiamo trovato». Il questore ha poi assicurato che la polizia «non sta cercando alcun complice» dell’algerino nel Salernitano”.

Guido Ruotolo, in un altro articolo a sua firma su La Stampa, spiega che proprio i passaporti falsi della cellula che ha agito a Bruxelles il 22 marzo sono stati fabbricati dall’algerino arrestato a Salerno e che era sfuggito al blitz della polizia belga lo scorso 13 ottobre, quando furono ritrovati oltre mille documenti di identità falsi:

“I poliziotti belgi avevano trovato a Saint-Gilles, un sobborgo di Bruxelles, la fabbrica dei documenti falsi, della moltiplicazione degli alias. In quella fabbrica si erano serviti Yassine Baghli, alias Salah Abdeslam, una delle menti degli attacchi di Parigi del 13 novembre. E poi Samir Bouzid, alias quel Belkaid Mohamed rimasto ucciso nell’irruzione del 15 marzo nel rifugio quando fu catturato lo stesso Salah. E uno dei kamikaze dell’aeroporto di Bruxelles, Soufiane Kayal, alias Najim Laachroui. Djamail Eddine Ouali l’algerino, aveva aspettato che le acque si calmassero. E solo una decina di giorni fa si è presentato con la moglie incinta all’Ufficio Immigrazione della questura di Salerno, per chiedere il permesso di soggiorno.

Ricercato dalle autorità belghe per «partecipazione a una organizzazione criminale dedita al falso documentale e favoreggiamento dell’immigrazione irregolare», ai funzionari della questura di Salerno Djamal ha dichiarato di vivere a Bellizzi, un piccolo centro della provincia. Il questore Alfredo Anzalone spiega che i suoi funzionari si sono subito insospettiti: «Mentre la moglie aveva con sé il passaporto, lui ha presentato un documento sostitutivo di riconoscimento, denunciando lo smarrimento del passaporto».

Il sospetto ha consentito agli uomini dell’Immigrazione prima e poi alla Digos diretta da Luigi Amato di risalire al mandato di cattura europeo emesso nei suoi confronti il 23 dicembre scorso. E che ipotizza la violazione delle leggi sulla immigrazione, falsificazione e traffico di documenti amministrativi a fini terroristici.

Nell’interrogatorio di garanzia, Djamal ha fatto scena muta, si è avvalso della facoltà di non rispondere. E il presidente della corte d’appello Claudio Tringali ha confermato il mandato di cattura. Recluso in stato di isolamento – non ha rilasciato nessuna dichiarazione né tantomeno si è dichiarato innocente – venerdì si terrà l’udienza della corte d’appello di Salerno che dovrà decidere sulla sua estradizione (sono attesi nelle prossime ore gli allegati dell’autorità giudiziaria belga, con le prove dei reati ipotizzati nei confronti dell’indagato). E secondo indiscrezioni, l’algerino potrebbe dichiararsi favorevole alla estradizione in Belgio”.

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