Rassegna Stampa

Ama, Giuseppe Perrone in lizza come dg? Fu allontanato per scarso rendimento

Ama, Giuseppe Perrone in lizza come dg? Fu allontanato per scarso rendimento

Ama, Giuseppe Perrone in lizza come dg? Fu allontanato per scarso rendimento

ROMA – A fine 2016 è scaduto il mandato di Stefano Bina, direttore generale di Ama, l’azienda che gestisce la raccolta rifiuti a Roma. La lista dei possibili successori al vaglio dei Cinque Stelle sarebbe ormai ridotta a pochi nomi. Forse solo quattro. Ma tra tutti spicca quello di Giuseppe Perrone, ex dirigente dell’azienda, allontanato nel 2015 per scarso rendimento.

Come riporta Ernesto Menicucci sul quotidiano Il Messaggero, Perrone è l’ex braccio destro del direttore arrestato per Mafia Capitale, Giovanni Fiscon. Mai indagato è apparso in diverse intercettazioni come interlocutore di Salvatore Buzzi, l’uomo delle coop attorno al quale ruota l’inchiesta. Perrone lasciò l’Ama a metà 2015 dopo essere finito in coda alle valutazioni dell’allora presidente e ad Daniele Fortini sui rendimenti.

Questi gli altri nomi in lizza citati dal Messaggero:

Tra le domande pervenute per il ruolo di dg, infatti, ci sarebbe anche la sua. E la sua nomina sarebbe caldeggiata dall’amministratrice unica di Ama, Antonella Giglio, che sarebbe in rotta di collisione con lo stesso Bina. Due i nodi del contendere: la famosa macrostruttura targata-Muraro, quella che recuperava in posizioni apicali alcuni manager dell’azienda come Emiliano Limiti (anche lui finito nelle carte di Mafia Capitale e poi uscito dall’inchiesta); e anche, novità degli ultimi giorni, la discussione che c’è stata su un vecchio contenzioso con il consorzio Colari di Manlio Cerroni. Bina vorrebbe che l’ex ras di Malagrotta restituisse all’Ama i 20 milioni in più pagati per lo smaltimento dei rifiuti a Rocca Cencia; Giglio, invece, si accontenterebbe di una transazione, per recuperare anche solo una parte di quella cifra. Morale della favola: Bina, anche lui di nuovo in corso per fare il dg, vede le sue azioni in ribasso a scapito proprio di Perrone. che attualmente fa il dirigente di Eni ma che sarebbe stato spinto proprio dai Cinque Stelle a presentare la domanda.

In ballo, nella lista ristretta dei papabili ci sarebbe anche Ivan Strozzi, l’uomo che ai tempi della giunta Marino fu ad di Ama per un giorno: l’ex sindaco lo scelse alla guida della società, poi gli revocò l’incarico dopo aver scoperto che era indagato per una vecchia storia legata ai rifiuti siciliani, di quando Strozzi era a capo dell’Enia. Il manager, in quel caso, pagò l’omissione sul suo curriculum presentato al Campidoglio. Ora ci riprova, contando sul suo rapporto con le neo assessore Pinuccia Montanari, che si porta dietro da Reggio Emilia: lui era a capo dell’Enia, lei assessore all’Ambiente con la prima giunta Delrio. A volte ritornano, appunto. O, almeno, ci provano.

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