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Attentato Nizza, cosa sappiamo finora? Attacco Isis, 84 vittime…

NIZZA – Che cosa sappiamo fino ad ora dell’attentato del 14 luglio a Nizza? A meno di 24 ore dall’attacco terroristico che è avvenuto per mano di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il cittadino francese di origini tunisine di 31 anni, in cui sono rimaste uccise 24 persone e ferite oltre 200 con il suo camion, sono ancora da chiarire alcuni punti della strage avvenuta sulla Promenade des Anglais.

Valentina Santarpia sul Corriere della Sera scrive che l’Isis ha festeggiato per l’attacco, ma non lo ha ancora rivendicato, che il numero delle vittime sembra destinato a salire e che qualcosa, nei controlli, non ha funzionato:

“1. Come è avvenuto l’attacco?
Erano le 22.30 di giovedì sera quando un furgone bianco ha fatto irruzione nel mezzo della folla sul Promenade des Anglais, a Nizza, dove circa 30 mila persone si erano radunate per assistere allo spettacolo dei fuochi d’artificio della festa tradizionale del 14 luglio. I fuochi si erano appena conclusi quando il furgone ha rovesciato le barriere di sicurezza e ha iniziato a colpire i passanti, procedendo a zig-zag per 1.700 metri, la distanza tra l’ospedale Lenval fino al Westminster Hotel.

Secondo le ricostruzioni Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’autore della strage, è arrivato al camion «da solo in bici» alle 21.34. Il camion da 19 tonnellate era parcheggiato in un quartiere di Nizza dal 13 luglio e «riappare alle 22.30» della sera del 14. Era stato noleggiato l’11 luglio in un’agenzia di Saint-Laurent du Var (vicino Nizza) e avrebbe dovuto essere riconsegnato il 13. La bici è stata poi ritrovata nella stiva del camion, insieme a delle palette di carico.

2. Chi è il conducente del camion?
È stato identificato con certezza. Si tratta di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un cittadino tunisino di 31 anni, originario di Msaken, nel governatorato di Sousse, residente in Francia dal 2011, con un permesso di soggiorno ottenuto grazie al matrimonio con una franco tunisina residente a Nizza, dalla quale ha avuto tre figli. Era un autista di camion, era stato arrestato recentemente per aver tamponato quattro veicoli dopo essersi addormentato al volante, ed era stato denunciato dalla moglie, da cui si stava separando, per violenze domestiche. Aveva anche piccoli precedenti per furto, rissa, uso di armi. Era in stato di libertà vigilata, ma non risulta avesse legami con il terrorismo, a differenza di suo padre, che sarebbe noto come estremista e iscritto al partito islamico Ennhadha. I suoi documenti e la sua carta di credito erano nel tir con il quale ha ucciso 84 persone. I vicini lo descrivono come un uomo solitario, non molto religioso, depresso per il divorzio dalla moglie. Aveva un appartamento nell’area di Abattoirs, che è stato perquisito venerdì mattina.

3. Come è morto?
L’attentatore è stato ucciso dalla polizia: secondo le testimonianze, il camion è stato inseguito per 200 metri da tre poliziotti, poi altri due hanno aperto il fuoco nella sua direzione. È stato allora che il terrorista ha dato gas, il camion ha preso velocità, lui ha accelerato ancora e ha caricato la folla a zig-zag. Ci sono stati spari per 15-20 secondi, e alla fine Bouhlel è stato abbattuto. «Dall’inizio alla conclusione non è durata che 60 secondi, non di più», ha precisato un giornalista free-lance tedesco, Ric Gutjahr, che ha assistito in prima persona alla scena e che ne ha addirittura ripreso con lo smartphone un video, ritrasmesso in Germania dall’emittente televisiva pubblica «Ard».

4. Ha sparato prima di essere colpito?
Questo è stato per molte ore uno dei punti più controversi nella ricostruzione della dinamica dell’attentato. Il terrorista di Nizza ha sparato «diverse volte contro tre poliziotti all’altezza dell’Hotel Negresco» ha detto nel pomeriggio di venerdì il procuratore, Francois Molins, precisando che le forze dell’ordine hanno immediatamente risposto al fuoco fino all’uccisione del terrorista. L’uomo, secondo Le Monde, era armato di una pistola 7,65; aveva nel camion anche una pistola di plastica, due lunghi bracci di plastica e una granata inattiva. Quando gli inquirenti hanno potuto esaminarne il camion, hanno trovato non meno di una cinquantina di fori di proiettile nella carrozzeria.

5. Quante vittime ci sono?
Il ministero dell’Interno francese ha riferito di 84 morti, 202 persone rimaste ferite, 52 delle quali in condizioni gravissime, 25 in rianimazione.
Nella strage sono morti «10 tra bambini e adolescenti». Cinquanta bambini sono stati ricoverati all’ospedale pediatrico di Nizza. «Altri ancora sono tra la vita e la morte», ha riferito un responsabile dell’ospedale. Secondo un medico del Nizza university hospital, intervistato da Le Monde, il personale d’emergenza era sotto choc: «C’erano lesioni da schiacciamento, da impatto, ferite alle membra, al bacino, al cranio: una carneficina, da scena da guerra». Una delle prime vittime (Chi sono le vittime? Leggi) identificate è Fatima Charrihi, una marocchina islamica molto religiosa, madre di sette figli: accanto a lei c’era un figlio, che ha cercato invano di rianimarla. Ma ci sono tanti stranieri tra le vittime. Sicuramente due americani, secondo quanto confermato dal Dipartimento di Stato Usa: si tratta di Sean Copeland, di 51 anni, e suo figlio Brodie, undicenne, che, come riferisce la Cbs News, erano a Nizza con la famiglia quando si è verificato l’attacco terroristico sul lungomare della città. I due erano originari della città di Lakeway, vicino Austin, in Texas. Tra le vittime anche un russo, secondo quanto riporta il ministero degli Esteri di Mosca: si tratta di Viktoria Savchenko, studentessa di 20 anni; un armeno, anche in questo caso confermato dal ministero degli Esteri armeno; un ucraino, sempre confermato dal ministero degli Affari esteri di Kiev; due svizzeri: una è Linda Casanova, 54 anni; un tunisino, Bilel Labaoui, nato nel 1987 a Kasserine.

6. Che ruolo ha avuto il motociclista?
Uno dei video più visti della strage di Nizza è quello del motociclista che, resosi conto di quanto stava accadendo sulla Promenade des Anglais, ha tentato invano di fermare l’attentatore. Stando al quotidiano Le Figaro, il pluri-omicida è entrato sulla Promenade circa a metà della sua lunghezza, in un punto dove non c’erano barriere né altri ostacoli, e ha proseguito direttamente sul marciapiede, cominciando a travolgere chiunque gli capitasse a tiro: ma quando gli si è parata davanti una veranda, contro la quale rischiava di schiantarsi, è disceso sulla carreggiata all’altezza dell’el Palais de la Mediterranee, dove erano assiepate ancora più persone, e ha continuato sistematicamente a investirle. Un motociclista lo ha inseguito e ha affiancato il mezzo pesante: quindi «ha cercato di superarlo, e anche di aprire la portiera sul lato del conducente», secondo le testimonianze. L’intenzione era evidentemente di issarsi fin dentro la cabina di guida, e di neutralizzare Bouhlel a mani . Sempre secondo Le Figaro, però, è stato a questo punto che il terrorista si è servito per la prima volta dell’arma da fuoco che aveva con sé, sparando all’indirizzo del motociclista. Questi allora «è caduto», magari ha perso l’equilibrio oppure è stato colpito: fatto sta che è finito sotto le grosse ruote dell’autotreno.

7. Si è trattato di un attentato terroristico?
«Questa è la Francia, che si trova sotto la minaccia del terrorismo islamista», ha detto il presidente Francois Hollande alle tre della notte tra giovedì e venerdì. Ed è stata subito attivata la sezione anti-terrorismo delle forze dell’ordine. Il primo ministro Manuel Valls ha annunciato che la prossima settimana sarà votata la richiesta di estensione dello stato di emergenza, che doveva scadere il 26 luglio, per altri tre mesi. Il pm Francesco Scavo, che ha aperto un’inchiesta sui fatti avvenuti ieri sera a Nizza, ha formulato due ipotesi di reato: strage e attentato con finalità di terrorismo. E pure L’Interpol ha messo in campo i suoi specialisti anti-terrorismo. Ma i sostenitori dell’Isis, riporta il Site, pur avendo celebrato il massacro, al momento non hanno effettuato una rivendicazione ufficiale.

8. L’attentatore ucciso aveva dei complici?
I militari che hanno passato al setaccio l’appartamento di Mohamed Lahouaiej Bouhlel sono alla ricerca di elementi che possano collegare l’autista a qualcun altro. Nel suo camion sono stati trovati i documento di un altro uomo, ma questo è l’unico indizio emerso finora che farebbe pensare ad un complice. «Abbiamo voluto fare il punto su sull’organizzazione per quello che si deve fare nel dipartimento e in città. Garantire che se ci sono complici non possa esserci una benché minima minaccia per popolazione» ha detto il presidente francese, Francois Hollande nel corso della sua visita a Nizza.

9. La sicurezza ha funzionato?
Secondo Luc Poignant, il vice capo della polizia, non si possono fare polemiche: «I dispositivi di sicurezza hanno funzionato, le forze dell’ordine erano ovunque, cerchiamo una falla ma non la troviamo: c’erano controlli ovunque, tutta l’area era stata chiusa al traffico, chi voleva camminare sulla Promenade des Anglais era stato oggetto di controlli e perquisizioni. Ma non si può impedire ad un camion di distruggere le barriere e piombare sulla folla. Nessun dispositivo di sicurezza può prevenire un attacco del genere». Anche Bouhlel era stato fermato nel pomeriggio del 14 luglio per un controllo. Aveva infatti parcheggiato il camion in prossimità della Promenade des Anglais, in un punto in cui i veicoli non erano autorizzati a restare in vista della serata di festa e di grande affluenza. Agli agenti che gli chiedevano di spostare il camion, Mohamed Lahouaiej Bouhlel aveva spiegato che consegnava gelati. E la polizia lo ha lasciato andare.”

 

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  • Attentato Nizza, è stata una poliziotta a uccidere il killer
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