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Auto e moto dimenticati in deposito: lo Stato paga milioni

A settembre, al convegno nazionale dell’Ancsa, l’associazione nazionale dei centri di soccorso autoveicoli, è venuto fuori che le prefetture di Salerno erano esposte per 6 milioni di euro

ROMA – Una moto Enduro Tgm sequestrata nel 1983. Una Renault 5 ferma in deposito dal 1988. E tra inefficienze e dimenticanze lo Stato paga per rottami come questi fermi nei depositi giudiziari conti da migliaia di euro per ogni pezzo. Un articolo de La Stampa racconta che di casi così in Italia ce ne sono a migliaia.

Succede quando un mezzo viene sequestrato e finisce sotto fermo amministrativo. A quel punto il proprietario può pagare la sanzione e quindi riprendere il mezzo ma se non lo fa (perché il conto può essere salato), chi ha operato il sequestro è tenuto a inviare la pratica in prefettura per la confisca, la successiva vendita o la demolizione. Ma questa è la teoria: in pratica a volte ci si dimentica, o la prefettura non dà seguito alla pratica, e così i mezzi restano in deposito a far ruggine. Peccato che il deposito abbia un costo e che sia a carico dello Stato. Ecco qualche esempio, dall’articolo di Raphael Zanotti:

La vernice gialla e rossa cade in scaglie solo a guardarla. La gommapiuma della sella si sbriciola. La forcella è inchiodata e la catena è un monoblocco di ferro e polvere. Sul mercato, una moto così, non varrebbe che qualche decina di euro, il prezzo del ferro recuperato. Ma lo Stato lo pagherà 24.000 euro. Il costo della sua custodia, per 33 anni, in un deposito mezzi sequestrati della provincia di Monza. Il cartellino giallo appeso al manubrio parla chiaro: questa enduro Tgm, fabbrica che ha chiuso i battenti 30 anni fa, è stata sequestrata ad Arcore il 16 gennaio 1983. Il giorno in cui catturarono Sergio Segio di Prima Linea, c’era Fanfani al governo e di lì a qualche ora Mario Moretti, Prospero Gallinari e altri 30 brigatisti sarebbero stati condannati all’ergastolo per l’omicidio Moro. Da allora, quel mezzo, è rimasto lì, dimenticato. Il suo proprietario, multato per guida senza patente, non l’ha mai reclamato. La polizia non l’ha mai fatto demolire. La prefettura se l’è scordato. E il suo costo, oggi, è diventato astronomico.

Ricostruire le esposizioni dei Comuni e dello Stato è arduo visto che pubbliche amministrazioni e Prefetture tendono a far finta di nulla nella speranza che, dopo un po’ di anni, arrivi una legge che stracci almeno parte delle fatture emesse dai custodi (ne sono già state fatte in passato). Se il ministero dell’Interno dopo giorni non fornisce i dati e anche l’Anci ha difficoltà a far smuovere i suoi, qualche calcolo però è stato fatto. A settembre, al convegno nazionale dell’Ancsa, l’associazione nazionale dei centri di soccorso autoveicoli, è venuto fuori che le prefetture di Salerno erano esposte per 6 milioni di euro. E il presidente dell’Assi, associazione soccorsi stradali italiani, Gerardo Vegetti, racconta: «Ho crediti nei confronti dei Comuni per 600.000 euro e delle prefetture per 160.000». Soldi che, in un modo o nell’altro, bisognerà tirare fuori. E allora lanciamo l’appello: vendesi Tgm non in ottimo stato, si parte da 24.000 euro.


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