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Benigni, volo 16mila euro pagato da Università: rettore era ministra Giannini

PERUGIA – Il ministro Stefania Giannini dovrà spiegare ai magistrati quei 16mila euro spesi, nel 2011, per portare Roberto Benigni a Bruxelles con un volo privato. La procura regionale della Corte dei conti dell’Umbria ha infatti notificato un invito a dedurre all’ex rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Stefania Giannini, attuale ministro.

Alla Giannini si contestano i 16mila euro spesi nel 2011 per un viaggio aereo di Roberto Benigni da Roma a Bruxelles per partecipare a uno degli eventi per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La notizia è riportata oggi dal Messaggero. La Giannini è stata coinvolta in quanto l’Università per Stranieri era tra gli organizzatori dell’iniziativa in Belgio. Per la quale si occupò proprio del viaggio di Benigni noleggiando un Falcon. Di fronte al Parlamento europeo l’attore declamò Dante e parlò della Lingua italiana come fattore d’identità e unità nazionale. L’invito a dedurre è stato notificato alla Giannini, quale rettore, e all’allora direttore generale dell’Ateneo perugino Antonella Bianconi. Chiamate ora a fornire la propria versione dei fatti alla magistratura contabile che dovrà poi decidere se procedere a una contestazione vera e propria. Spiega Il Messaggero:

Al ritorno in patria, però, i revisori dei conti dell’Università segnalano un problema: quella spesa disposta dalla Giannini con tanto di modifica del bilancio per giustificarla, non piace. I revisori informano la Corte dei Conti. E i magistrati contabili avviano subito gli accertamenti. Sul filo dei cinque anni dalla prescrizione, arriva l’invito a dedurre per l’attuale ministro e l’ex direttore che avrebbe solo obbedito a un ordine. Non è la prima volta che la Giannini deve misurarsi con la magistratura contabile per il periodo in cui era rettore. Già in un altro processo i giudici hanno ravvisato uno spreco relativo a un affitto non incassato. L’affitto mancato sarebbe dovuto arrivare da una società che gestiva un pub. In questo caso, condanna in primo grado per la Giannini e i componenti del cda per complessivi 60mila euro. Strano, ma vero, a non accontentarsi della sentenza è stata proprio la Procura contabile che in appello ha chiesto altri 210mila euro di sanzione. In fondo l’inchiesta era predestinata, il canto dell’Inferno declamato da Benigni parla di Ulisse. Guarda caso, un viaggiatore.