Rassegna Stampa

Beppe Grillo, intervista al Corriere Ticino: “In democrazia nessuno se la canta da solo”

Beppe Grillo, intervista al Corriere Ticino: "In democrazia nessuno se la canta da solo"

Beppe Grillo, intervista al Corriere Ticino: “In democrazia nessuno se la canta da solo”

ROMA – Non si sente “padrone” né “burattinaio” dei Cinque Stelle, perché “la democrazia non se la canta e se la suona da solo nessuno, tantomeno io”. Così il leader M5s Beppe Grillo, risponde alle domande del Corriere del Ticino, in una intervista rilanciata sul suo blog.

L’occasione è la presentazione del suo ultimo spettacolo Grillo Vs Grillo, che presenterà il prossimo 25 marzo al Palacongressi di Lugano. Uno spettacolo in crisi di identità, dove il Grillo politico, contro il Grillo comico, due anime dello stesso uomo, sono in lite tra loro sul palco. Ma non aveva già abbastanza nemici? Gli domanda sarcastico il Corriere del Ticino, ma l’interlocutore sembra non cogliere l’ironia:

Nemici? Dovrebbero essere persone riconoscibili… è difficile considerare “nemici” dei lacchè che hanno svenduto l’onore di rappresentare il popolo italiano allo status quo imposto dalla finanza, dalle banche. Cosa puoi aspettarti da gente a cui non resta che tirare a campare? Impegnata ad avvinghiarsi a quel “ruolo” nelle istituzioni oramai completamente svuotato di significato. Un nemico è un tizio che ti si para davanti, ti sfida, si aspetta che tu reagisca. Non dei puffi che tengono le parti di altri, che si rivolgono alla gente ripetendo al loro meglio dei luoghi comuni, che bisogna “fare i compiti a casa”, ma che è? una lite nel cortile dell’asilo? Come fai a dar battaglia a dei fantasmi della rappresentanza democratica come Napolitano e Renzi? Non resta che cercare di rimandarli da dove sono venuti, il loro oblio perduto. Ed è proprio questa nullità, quell’inconsistenza morale come avversari che mi ha trascinato davanti ad uno specchio! Ho passato una vita in teatro a raccontare la piega paradossale che ha preso il mondo occidentale; è stato inevitabile, naturale, che mi sia capovolto… tracimando nella politica che, però, non c’era più! Così sono rimasto da solo davanti a quello specchio, ed è nato Grillo VS Grillo. Proprio quando mi trovai di fronte al menomato morale per le consultazioni iniziai ad intravvedere questo spettacolo: ero di fronte ad un ragazzetto borioso e inconsistente, neppure capace a farmi da spalla, ed era patetico vederlo mentre ci provava. Almeno fosse diventato divertente, poco prima immaginavo che avrei dovuto impiegare tutte le mie forze per impedire che si trasformasse in una piece comica, ma quel pericolo non cera proprio: il nulla non fa ne ridere e ne piangere, è solo un pò triste. […]

[…]Posso chiedere al politico Grillo se il problema a Roma è che anche i Cinquestelle non sono pronti per gestire la cosa pubblica o se è Roma ad essere ingestibile, chiunque tenti di governarla?

Roma è così complicata che ha un urgentissimo bisogno di soluzioni semplici. E Virginia Raggi si sta impegnando per trovarle. La rinascita della Capitale inizierà con una cosa semplice: i cantieri per riparare le buche assegnati tramite regolari appalti. E’ una cosa semplice, ma finora nessuno lo aveva mai fatto. Roma deve ritrovare il suo posto nel mondo, che non è certo una proprietà dei palazzinari e dei mafiosi. Roma ha bisogno di entrare in questo secolo dalla porta principale.

I suoi detrattori l’accusano di essere il grande burattinaio del suo movimento. Non cade foglia che lei non voglia. I suoi sostenitori dicono che invece il suo è l’unico movimento che decide democraticamente, in rete, cosa va fatto o non fatto. Chi è più democratico: il politico o il comico Grillo?

Beh, una domanda davvero stimolante: la democrazia non se la canta e se la suona da solo nessuno, tantomeno io.

Mai avuto la tentazione di rinunciare al politico per fare solo il comico, o viceversa?

Tentazione? No, quello che non farò mai è soddisfare i sogni dei nostri affezionati calunniatori. Come faccio ad essere tentato di non essere me stesso? E’ una scissione teatrale, crederci veramente dopo aver pagato il biglietto… beh, voglio sperare che oltre ad esserci dimenticati i diritti dei lavoratori, l’orgoglio di essere italiani, il diritto ad una sanità che funzioni e ad una politica che non vesta solo l’oscuro manto di una beffa ingorda si sia perso pure il senso di cosa è teatro e cosa mondo reale.

Ultima domanda, al comico e al politico: cosa invidia alla Svizzera. E cosa non le piace per niente?

Certo non gli orologi a cucù, neppure il cioccolato o le banche zeppe di soldi sporchi. Mi sono lasciato a lungo cullare dall’esteriorità della Svizzera dimenticandomi che si tratta di un grande, comodo e pulitissimo materasso un pò invecchiato. Mi piace molto il “pragmatismo di popolo” degli svizzeri, la loro dolce mania di chiamare le cose con il loro nome. Sono anche molto grato alla Svizzera per avermi accolto come un uomo, come un comico che fa anche politica

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