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Bollo auto abolito? Renzi promette, Aidacon: Non sarà facile

ROMA – Il bollo auto potrebbe essere abolito, questo è quanto dichiarato dal premier Matteo Renzi. A frenare gli entusiasmi è Carlo Claps, presidente dell’associazione di consumatori Aidacon, che spiega come il bollo auto garantisca ogni anno 6 miliardi di euro alle casse delle Regioni ed è difficile pensare che queste siano pronte a rinunciare agli incassi.

Angelo Rossi in un articolo su Il Mattino parla della possibile abolizione del bollo auto e riporta le parole di Claps, che frena l’annuncio del premier Renzi:

“L’imposta garantisce ogni anno circa sei miliardi di euro alle casse delle Regioni, oltre ai seicento milioni di competenza erariale per il superbollo. Pertanto, risulta improbabile pensare che le Regioni possano rinunciare a tali somme ed è evidente che non ci sono fondi per la copertura delle somme non riscosse in caso di abolizione del bollo auto”.

L’ipotesi però è stata avanzata da Renzi e tutti risparmierebbero volentieri il pesante balzello, oltre che fare a meno delle conseguenze. “C’è un’altra questione da considerare: molti cittadini in difficoltà economiche non stanno pagando la somma prevista per il bollo, subendo l’attacco delle società di riscossione che provvedono ad iscrivere il fermo amministrativo sul veicolo. L’automobilista che subisce l’iscrizione del fermo amministrativo, dovrà verificare se sia intervenuta la prescrizione del diritto alla esazione o la decadenza. Inoltre, dovrà assicurarsi che l’iscrizione del fermo amministrativo sia legittima.

Per quanto riguarda la prescrizione del diritto, bisogna evidenziare che l’Ente impositore, quindi la Regione può riscuotere l’imposta sulla circolazione delle auto entro massimo tre anni che decorrono dall’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento. Per quanto riguarda la decadenza, si sottolinea che la notifica della cartella di pagamento da parte della società di riscossione deve avvenire entro massimo due anni dalla consegna del ruolo da parte dell’Ente impositore. In mancanza il diritto alla riscossione si considera decaduto”.

Quando scatta il fermo? “Per procedere al fermo amministrativo, è necessario che Equitalia abbia precedentemente notificato al contribuente la cartella esattoriale, rispettando i termini prescrizionali e di decadenza. Dopo la notifica della cartella, prima di procedere al fermo amministrativo, Equitalia deve notificare obbligatoriamente il preavviso di fermo, a mezzo del quale il contribuente viene avvisato che, in caso di mancato pagamento nei successivi 30 giorni, verrà effettuato il blocco dell’auto, senza ulteriore avviso. Nel caso in cui la società di riscossione abbia provveduto all’iscrizione del fermo amministrativo senza aver verificato la regolarità del procedimento ed il rispetto della normativa vigente in materia, il contribuente potrà opporsi presentando ricorso innanzi alla competente Commissione Tributaria Provinciale. Ci sono tanti ostacoli da superare, troppi: per questo considero improbabile l’abolizione della tassa di bollo. Non vorrei che si trattasse solo di propaganda politica!”


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