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Caluso, Antonio Mollo vive in tenda: disoccupato, senza casa

TORINO – Antonio Mollo vive in una tenda nel bosco di Caluso, in provincia di Torino, dopo aver perso il suo lavoro da serigrafo e la casa. L’uomo ha trovato un su spazio nella natura e il sindaco Maria Rosa Cena si è interessato del suo caso. Prima di conoscere la condizione dell’uomo, il sindaco aveva mandato i carabinieri, pensando ad un vagabondo molesto, poi gli assistenti sociali per trovargli una sistemazione.

Lydia Massia su La Sentinella del Canavese scrive che Antonio Mollo si è costruito un piccolo accampamento negli ultimi tre mesi e vive in un angolo di bosco dietro l’ex stabilimento Sferal di Caluso:

“Prima Mollo aveva un lavoro come serigrafo (esperto di una tecnica di stampa legata alla seta), un appartamento che divideva con la compagna, sempre a Caluso in via Vittorio Veneto. Una vita normale. Poi la coppia si è separata, lui ha perso il lavoro e anche l’anziana mamma che abitava a Montanaro.

L’indigenza è arrivata in fretta: niente lavoro, soldi e auto. Per spostarsi usa una bicicletta. L’acqua per lavare la prende dal canale de Brissac, che scorre lì vicino. L’accampamento è pulito e ordinato. Mollo raccoglie l’immondizia e sistema le stoviglie nella tenda da cucina. Da un piccolo tronco d’albero ha ricavato un appendiabiti. E su altri rami ha affisso immagini sacre. I panni li lava in una bacinella e quando qualche amico lo ospita si fa una doccia.

Quando andiamo a trovarlo, martedì scorso sono le 12: per prepararsi un piatto caldo Mollo accende il fuoco dopo aver tagliato alcuni rami. Sulle tende ha fatto dei disegni, ed ha scritto una frase dedicata a un amico che è partito per l’Australia. Anche sulla chitarra, che è diventata il suo unico svago, ha disegnato dei simboli indiani. Dice di essere felice così.

«Ma se qualcuno mi offrisse un alloggio – confessa – lo accetterei volentieri, soprattutto quando fa freddo e piove. Qui sto bene: anche se sono stato costretto dalle necessità. Però mi sento libero. In mezzo alla natura il tempo scorre lento e lo passo a riflettere sull’esistenza o a dipingere. Se qualcuno viene a trovarmi lo accolgo volentieri, in uno spirito di condivisione».

A tenergli compagnia Aleandro, un delizioso cagnolino, felice come il padrone quando vede arrivare delle persone. Del caso di Mollo si è interessato il sindaco Mariuccia Cena. Però, prima dei servizi sociali ha mandato i carabinieri.

«Mi avevano detto che un vagabondo si era accampato dietro l’ex Sferal – dice Cena – Così avevo pensato ad un balordo. Poi, compresa la situazione, abbiamo avvisato gli assistenti sociali del Cissac. Ora siamo alla ricerca di una soluzione, perché questa persona non può continuare a vivere in quelle condizioni degradate. Ho chiesto al sindaco di Chivasso la disponibilità di un posto nel dormitorio pubblico, mentre le assistenti sociali gli consegneranno dei buoni pasto, con i quali potrà almeno consumare un piatto caldo. Per il momento non possiamo fare di più»”.

 


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