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Capodanno a Verona: barman gay bacia compagno, poi le botte

VERONA – Sono andati a festeggiare il Capodanno nella città dell’amore e allo scoccare della mezzanotte, come tutti gli innamorati, si sono scambiati un tenero bacio di auguri. Ma persino a Verona c’è qualcuno che non riesce a contemplare l’amore gay. E così Piermario, barman di 33 anni, e il suo compagno l’ultimo dell’anno hanno finito col passarlo prima al Pronto soccorso e poi con i Carabinieri, per sporgere denuncia.

Li hanno aggrediti in Corso di Porta Nuova, dinanzi ad un el: due ragazzi che alla vista di quel bacio tra Romei hanno preso ad insultarli. Ma non si sono limitati a questo: subito dopo è arrivata la scarica di calci e pugni. Angiola Petronio sul Corriere della Sera ha raccolto la testimonianza di Piermario:

“Quando ci hanno visto – racconta – hanno cominciato a insultarci. Subito ho pensato che scherzassero. Il tempo di capire che facevano sul serio e mi sono arrivati da dietro. Uno mi ha tirato un pugno in faccia, l’altro mi è saltato addosso…”. Piermario ha cercato di colpirli per difendersi. Il suo compagno lo ha trascinato via. I due aggressori sono andati via, diventando evanescenti. Il barman è finito in ospedale. Prognosi di 11 giorni. Poi dai carabinieri a sporgere denuncia. “Sono stati gentilissimi. Hanno chiamato subito l’el di corso Porta Nuova alla cui altezza è avvenuta l’aggressione per avere i filmati delle telecamere esterne e loro avevano già salvato le immagini…”. Sono stati ripresi e immortalati nella loro violenza, gli aggressori di Piermario. Lui si è rivolto a un avvocato di Cremona che seguirà la vicenda.

E al suo fianco ha anche Arcigay Verona che si costituirà parte civile nell’eventuale processo. “Non sono un ragazzino, ma una cosa del genere non mi era mai successa. Non vengo da metropoli incredibili, eppure né a Brescia né a Cremona ho subìto aggressioni. Quando ho terminato con ospedale e carabinieri ho voluto continuare la serata del Capodanno come se nulla fosse. Non volevo che quella cosa mi rovinasse la serata. Ma il giorno dopo il risveglio è stato di dolore e di paura. Il dolore delle botte e la paura per quella cattiveria. Per giorni io che sono grande e grosso ho avuto paura di ogni persona che incontravo, perché continuavo a vedere la faccia di quei due…”. Uno, Piermario, che quella paura non l’aveva mai conosciuta. “A Cremona dove vivo tutti ci conoscono e ci rispettano come coppia. La mia famiglia mi ha sempre sostenuto e non mi ha mai giudicato…”.


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