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Carige, risarcimento da 1,2 miliardi di euro chiesto agli ex vertici

GENOVA – La Carige ha chiesto un risarcimento da 1,2 miliardi di euro all’ex presidente Cesare Castelbarco, all’ex amministratore delegato Piero Montani e al fondo Apollo. Una richiesta che arriva per vie legali agli ex vertici relativamente all’acquisto delle due assicurazioni della banca per 310 milioni di euro. La prima udienza è stata fissata a maggio 2017, dopo che lo scorso giugno il cda presieduto da Giuseppe Tesauro ha deliberato a maggioranza l’avvio dell’azione legale.

Gilda Ferrari sul Secolo XIX scrive che gli astenuti durante il cda dalla proposta di fare causa sono stati i consiglieri che sedevano anche nel precedente consiglio, compreso il Beniamino Anselmi ora diretto alla presidenza di Veneto Banca:

“La scelta di fare causa ai vecchi vertici e ad alcuni soggetti del gruppo Apollo (Apollo Management Holdings, Apollo Global Management, Apollo Management International, Amissima Holdings, Amissima Assicurazioni, Amissima Vita) è solo l’ultimo atto di una battaglia iniziata dalla Carige a trazione Malacalza l’11 febbraio scorso, quando l’azionista di maggioranza aveva «licenziato» Castelbarco e Montani attraverso un comunicato diffuso dalla famiglia.

L’obiettivo dell’azione legale è ottenere il risarcimento dei danni conseguenti alla cessione delle partecipazioni di Carige nelle compagnie di assicurazione e ad altri comportamenti successivamente tenuti dai soggetti del gruppo.

Nel dettaglio, 850 milioni sono chiesti a titolo di risarcimento per i fatti e i comportamenti intercorsi fra il novembre del 2015 e il 31 marzo del 2016, data dell’assemblea che ha nominato il nuovo cda. In quel periodo il titolo ha lasciato sul terreno oltre il 60% (a fronte di un calo dell’indice Stoxx delle banche di oltre il 26%) e l’istituto ha subito una robusta uscita di depositi.

I rimanenti 400 milioni sono imputati alla cessione delle compagnie assicurative ad Apollo. Il perfezionamento della cessione di Carige Assicurazione e Carige Vita Nuova è stata formalizzata il 5 giugno del 2015 per 310 milioni. Apollo «ritiene di aver sempre agito in maniera appropriata e secondo le leggi vigenti, considera infondate le accuse e intende difendersi fermamente presso le sedi opportune». La banca spiega che l’azione, con conseguente richiesta di risarcimento dei danni, «si basa su un’approfondita analisi delle vicende riguardanti la cessione delle compagnie assicurative e ad altri comportamenti successivamente tenuti dai citati soggetti. L’approfondita istruttoria svolta dal cda si basa sull’analisi del contenuto degli atti della società presi in esame ed è supportata da una dettagliata relazione di oltre 80 pagine predisposta dai legali di Carige, analizzata dal consiglio di amministrazione della banca del 17 giugno scorso»”.


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