Rassegna Stampa

Clonavano carte di credito e benzina, 7 anni al capo (con laurea) dei moldavi

Clonavano carte credito e benzina, sgominata gang moldavi

Clonavano carte di credito e benzina, sgominata gang moldavi

PADOVA – Daniel Gurghis, 24 anni, moldavo di Chisinau, una laurea al suo Paese e una in Economia in arrivo a Ferrara, residente a Pontecchio Polesine (Rovigo) è stato condannato a 7 anni e 4 mesi, perché ritenuto la mente di un gruppo che clonava le carte di credito e con quei soldi, prima dell’arresto, facevano una vera e propria vitada nababbi.

La sentenzza è stata pronunciata il 12 aprile 2016, dopo un’ora e mezza di camera di consiglio, dal gup padovano Cristina Cavaggion al termine di un giudizio abbreviato: 7 anni e 4 mesi per Gurghis (difensore l’ avvocato Stefano Sartori),  ritenuto, a quanto scrive il Mattino di Padova,

“maestro nella clonazione di carte con bande magnetiche per rubare carburante e fare soldi con il sistema del comodato delle tessere”;

3 anni per Ghenadie Donea, 38 anni, moldavo residente a Occhiobello nel Ferrarese (avvocato Enrico Cogo); un anno e 10 mesi con la sospensione condizionale per Radu Maxim, 26 anni residente a Valdobbiadene; 2 anni per Iulian Carabet, 35 anni e un anno e 4 mesi per il fratello Dorin Carabet, 34 anni, entrambi di Vigonovo con la pena sospesa (avvocato Daniela Papalia). Erano accusati di concorso in ricettazione, autoriciclaggio e riciclaggio:

San raffaele

“Gurghis e Donea, in azione dal 2014 al 3 marzo 2015, avevano “succhiato” carburante (per lo più gasolio) per 47.154,94 euro in stazioni di servizio situate a Padova e in diversi distributori nel Padovano, a Ferrara, Rovigo e provincia, a Cervia (Ravenna), Rimini, a Bologna, a Valdobbiadene nel Trevigiano e ad Abano Terme. Nel pc di Gurghis erano stati registrati migliaia di codici riservati relativi a tessere carburanti Shell e a diverse Esso card emesse a favore di ditte estere e italiane. Codici copiati e trasmessi alla mail del giovane da un hacker attivo in Olanda. Gurghis prestava le tessere a diversi autisti connazionali che facevano rifornimento gratis salvo restituirgli la metà dell’importo”.

La vicenda era emersa ai primi del 2016, quando la banda dei moldavi era stata sgominata dalla polizia di Treviso. Raccontò a suo tempo il Mattino:

Specializzati nel clonare carte carburante, ma anche di credito, di mezza Europa. Così una banda di moldavi era in grado di fare il pieno a sbafo e di riempire taniche da mille litri di gasolio che poi, grazie al paravento di una società, rivendevano facendo sparire le prove dei colpi e riempiendosi le tasche con decine di migliaia di euro. L’inchiesta, corredata da immagini delle telecamere dei distributori e intercettazioni telefoniche, è partita dal fermo di Gurghis e Donea, bloccati dai carabinieri a bordo di un furgone Peugeot nel quale c’era un contenitore da mille litri colmo di gasolio.

La vicenda di Gurghis, ritenuto dagli inquirenti il capo della banda, era finita a settembre anche sulla stampa nazionale. Così su di lui il Corriere della Sera:

La procura di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque persone accusate, a vario titolo, di ricettazione, riciclaggio di carburante. A capo del gruppo Daniel Gurghis, 24enne moldavo, residente con la madre a Pontecchio Polesine e studente di economia all’università di Ferrara. Secondo l’ipotesi del pm Benedetto Roberti, Gurghis, assieme al complice e connazionale Ghenadie Donea, 37 anni di Occhiobello, nel giro degli ultimi due anni, tra Padova e Rovigo, aveva “rubato” qualcosa come 50mila euro di carburante, utilizzando carte fedeltà (o tessere sanitarie) smagnetizzate su cui poi “riscriveva” i codici che rimandavano a carte di credito di ignari cittadini comuni, o di impresari dei trasporti a cui veniva addebitata l’intera spesa del rifornimento. Il 24enne studente consegnava le carte clonate ai camionisti del suo giro (3 di questi rischiano il processo) in comodato d’uso. Quindici giorni dopo i camionisti dovevano restituire a Gurghis la carta e pagarlo con il 50% degli importi della benzina fatta

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