Blitz quotidiano
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Comune Roma, case a 5 cent al mese. E 70% inquilini abusivi

ROMA – Comune Roma, case affittate a 5 centesimi al mese. E il 70% inquilini sono abusivi. Case in pieno centro di Roma, case che varrebbero centinaia di migliaia di euro. Che sono di proprietà del Campidoglio. E che il Campidoglio affitta a cifre incredibili: anche 5 centesimi al mese. Soldi che poi, a volte, non si preoccupa neppure di incassare mandando gli appositi bollettini di pagamento. E ancora case sempre del Comune in cui vivono inquilini che non ne hanno titolo: succede fino a sette volte su dieci. Succede che il precedente inquilino, quello “regolare” o che ha sanato la sua posizione, si “venda” una casa che non è sua a un altro inquilino. Incassa 10-20mila euro e sparisce. Subentra l’altro, che non paga. E che, a sua volta, quando gli conviene prova a sanare la sua posizione con il Comune.

E’ l’incredibile risultato di una videoinchiesta realizzata dal Corriere della Sera. I giornalisti se ne sono andati semplicemente in giro per Roma, bussando alle porte delle case di proprietà del Comune. E a volte, hanno ricevuto delle risposte incredibili. E’ il caso di un uomo di 65 anni che vive nella casa dei 5 centesimi al mese, nella zona Serpentone. A domande l’uomo risponde. Conferma i 5 centesimi al mese. Solo che in quella casa prima di lui c’era sua madre, e prima ancora suo nonno. L’ultimo cui il comune si è preoccupato di chiedere almeno quei 5 centesimi. Allora erano 900 lire. Da quel momento il Campidoglio, che proprio nell’oro non naviga, ha rinunciato anche a quei soldi. Così il Corriere:

Un signore di 65 anni, imbianchino ora in pensione, che rappresenta la terza generazione che occupa quell’appartamento. Dopo un po’ di resistenze ci racconta tutta la storia. Ancora più assurda dei 60 centesimi all’anno.«Sì, è vero, il canone è quello. O meglio: lo era». Gliel’hanno aumentato? «No, no, anzi. Sono alcuni anni ormai che il Comune ha rinunciato a riscuotere anche quei soldi. A un certo punto non ci ha più inviato i bollettini per il pagamento». Ma come è possibile che sia stato concordato un fitto così basso? «La storia risale alla fine degli anni ‘50. Il nonno di mia moglie ebbe in concessione questo immobile al prezzo di 900 lire, ed è anche l’ultimo importo pagato. Poi il Comune si è totalmente disinteressato del bene e non ha mai provveduto ad aggiornare il canone. Con il passaggio all’euro sono diventati sessanta centesimi».

Ma l’uomo dei 5 centesimi è una miniera di informazioni. E racconta una verità se possibile ancora più inquietante. Decide di fare un giro con il cronista, gli fa vedere le case nella zona e spiega:

«Vede quegli appartamenti di fronte? Non solo non pagano da anni ma hanno anche ampliato l’appartamento abusivamente. E non ci chiami abusivi. Qui al Serpentone, come i romani chiamano il quartiere Corviale, il 70% degli inquilini non sono quelli che hanno ricevuto la casa legittimamente dal Comune».