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Cordenons, genitori non mandano figli a scuola: “Colpa prof”

Gli stessi genitori annunciano: "Il passo successivo sarà quello di rivolgersi alle forze dell'ordine, affinché si possano installare delle telecamere all'interno dell'istituto in questione. Vogliamo tutelare i nostri figli"

CORDENONS (PORDENONE) – Genitori non mandano i figli a scuola per protesta contro il comportamento di un professore. Succede all’Istituto comprensivo Manzi di Cordenons, in provincia di Pordenone. E gli stessi genitori annunciano: “Il passo successivo sarà quello di rivolgersi alle forze dell’ordine, affinché si possano installare delle telecamere all’interno dell’istituto in questione. Vogliamo tutelare i nostri figli”.

La notizia è stata arriva dal Gazzettino, a firma di Marco Agrusti, che scrive:

“Divergenze di vedute tra un insegnante e alcuni genitori, e così metà classe resta a casa per protesta. (…) Protagonista un gruppo di genitori, che ha inaugurato una forma di protesta senza precedenti, almeno a livello cittadino. «D’accordo tra di noi – ha spiegato uno dei genitori promotori dell’iniziativa – abbiamo scelto di tenere i nostri figli a casa e di non farli andare a scuola, in una classe che da qualche tempo ha dei problemi». Ed ecco il nocciolo della vicenda: i genitori che hanno scelto la linea dura hanno nel mirino l’operato di un insegnante che fa parte del corpo docenti dell’Istituto comprensivo Manzi. Sotto l’occhio vigile di mamme e papà ci sarebbero alcuni comportamenti durante le ore di lezione. «Siamo preoccupati – spiegano – perché i nostri figli ultimamente hanno palesato alcuni cambiamenti nel loro comportamento che possiamo definire sospetti. Così, confrontandoci tra di noi, abbiamo indivduato delle criticità legate all’aspetto professionale di un docente, ed ora chiediamo un incontro urgente alla dirigenza scolastica».

(…) Sotto la lente, in particolare, ci sarebbero alcuni comportamenti definiti “non consoni” dell’insegnante sotto accusa. E nei prossimi giorni scoccherà l’ora dell’incontro tra genitori e dirigenza. Nel frattempo una decina di alunni non ha fatto ingresso in classe, e metà aula è rimasta vuota. Una protesta che dovrebbe continuare anche nei prossimi giorni. Sull’episodio è intervenuta anche Simonetta Polmonari, dirigente del comprensivo Manzi da quest’estate e direttamente interpellata dai genitori. Il suo, però, è un intervento teso a ricondurre il dialogo scuola-famiglia sui binari della collaborazione: «Credo – ammonisce Polmonari – che la buona prassi preveda che un genitore venga a parlare con me, prima di esternare le sue preoccupazioni attraverso altri canali. Non ero a conoscenza della situazione, ed ora attendo che mamme e papà me la spieghino, prima di poter dare un giudizio».


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