Blitz quotidiano
powered by aruba

Draghi, perchè non cambia niente dopo la riunione Bce

ROMA – Marco Vailati ha scritto questo articolo dal titolo “Draghi, non cambia niente”, anche per Cassa Lombarda, ripreso dal sito Uomini & Business:

La periodica riunione della Bce di giovedì 21 aprile non ha portato novità inattese. Nello specifico:

1) La Bce ha confermato tutte le misure in essere sui tassi (tasso rifinanziamento 0%, tasso marginale rifinanziamento 0.25% e tasso deposito-0.40%), gli acquisti di asset (80md/mese) e ribadito che i tassi resteranno bassi a lungo, anche oltre gli orizzonti dell’attuale programma di acquisti che durerà almeno fino al 3/17 e comunque fino a quando non saremo tornati su un percorso coerente con l’obiettivo di riportare l’inflazione prossima ma inferiore al 2%. Tale obiettivo sarà perseguito con ogni strumento che rientra nel mandato della Bce, anche intensificando lo stimolo monetario. Tuttavia la c.d. “helicopter money” (stampa e distribuzione ai cittadini di soldi) è solo un’ipotesi teorica universitaria che non è stata neanche discussa dal Consiglio.

2) Draghi ha chiarito che le condizioni finanziare nell’Eurozona sono migliorate grazie all’azione della Bce, che è quindi soddisfatta della trasmissione della sua politica monetaria senza la quale la crescita sarebbe stata inferiore di 1.6%, ma la persistente incertezza globale rende opportuno il mantenimento delle politiche espansive per sostenere la ripresa e consentire il ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo, anche se prevede che prima possa scendere ulteriormente.

3) La crescita è moderata ma stabile grazie soprattutto ai consumi domestici che sono sostenuti dalla politica monetaria accomodante e dal basso prezzo dell’energia, ma ancora frenata e messa a rischiodalla riduzione della leva di diversi settori, dal ritardo delle riforme e dal rallentamento degli emergenti.Tutto ciò rende sempre più necessario anche un mix di politiche fiscali che favoriscano la crescita.

4) Oggi sono stati anche forniti i dettagli tecnici sugli acquisti di corporate che riguarderanno da giugno fino al 70% delle singole emissioni delle società Investment Grade non di istituti creditizi (o controllate da banche) comprese le assicurazioni (ma non gli Asset manager come Atlante) stabilite nell’area Euro accettabili come collaterali nelle operazioni con l’Eurosystem, con una scadenza minima residua di 6 mesi e massima di 30 anni. Gli acquisti saranno fatti sia in emissione che sul secondario, salvo per gli strumenti emessi da società qualificate come imprese pubbliche acquistabili solo sul secondario. Gli acquisti saranno fatti da 6 banche centrali, tra cui quella italiana, sotto il coordinamento della Bce. Gli acquisti seguiranno un benchmark definito in funzione della capitalizzazione di mercato dei titoli acquistabili. L’ammontare degli acquisti non è predefinito e le operazioni fatte saranno comunicate con cadenza settimanale.

5) Draghi ha anche definito la creazione del fondo Atlante in Italia, creato per agevolare gli aumenti di capitale e le vendite dei crediti in sofferenza delle banche, come un “piccolo passo nella giusta direzione”.

6) Il vice presidente della Bce Vítor Constâncio ha chiarito che la revisione dell’attuale normativa che non prevede limiti agli investimenti in titoli governativi da parte delle banche, che è all’Odg dell’Econfin del we, è un’esigenza ragionevole, ma secondo la Bce deve essere realizzata senza creare turbolenze sui mercati e deve essere gestita a livello internazionale cambiando i principi del Comitato di Basilea. Il richiamo al cambio dei principi contabili internazionali allunga i tempi di eventuale realizzazione e attenua conseguentemente gli impatti sul mercato che sarebbero altrimenti devastanti.

7) Secondo Draghi la partecipazione negli anni del Regno Unito all’Unione Europea è stata di sicuro reciproco beneficio. Sebbene l’incertezza sull’esito del referendum stia colpendo la sterlina la Bce non pensa che sia una minaccia per il recupero dell’Eurozona.

Nel complesso quello di oggi è stato un meeting ordinario che non dovrebbe incidere particolarmente sui trend dei mercati.