Rassegna Stampa

Elezioni, Beppe Grillo zar del M5S? Casaleggio sceglierà il candidato, attacco a Di Maio

Elezioni, Beppe Grillo zar del M5S? Casaleggio sceglierà il candidato, attacco a Di Maio

Elezioni, Beppe Grillo zar del M5S? Casaleggio sceglierà il candidato, attacco a Di Maio

Beppe Grillo zar del M5S è una “narrazione che non sta in piedi. È una montatura mediatica”, ha confidato Aldo Giannuli a Giacomo Russo Spena che lo ha intervistato per Micromega, il mensile fondato e diretto da Paolo Flores d’Arcais. Storico, saggista, blogger, massimo esperto di servizi segreti e, da ultimo, consulente del M5S Giannuli, classe 1952, è, scrive Russo Spena, “il prototipo di uomo di sinistra che sostiene il movimento di Grillo in mancanza di una reale alternativa a Caste ed establishment”.

Ma allora chi è il vero padrone del Movimento?

Secondo Marco Canestrari, programmatore informatico ed ex collaboratore della Casaleggio Associati, il vero padrone si chiama Davide Casaleggio.

Beppe Grillo, integra Giannuli,

“è un generoso, un passionale, all’interno del MoVimento svolge un ruolo di mediatore tra le varie fazioni. La stessa Raggi fino al 16 dicembre scorso si è apertamente fregata di cosa dicesse Grillo. E poi viste le attuali norme, commissariare un sindaco è pressoché impossibile. Al massimo lo si può sfiduciare ma in quel caso si va ad elezioni anticipate.

Giannuli, riferisce Russo Spena, “già ad ottobre scorso aveva consigliato a Grillo di scaricare Virginia Raggi”. Oggi conferm:

“Sta tradendo le aspettative, nella sua giunta si sono infiltrati poteri forti e uomini di dubbia provenienza. Ha sbagliato tutte le nomine, è un’incapace. Ha voluto personaggi che si sono dimessi poco dopo in un vespaio di polemiche. Poi è stato il turno dell’assessora Paola Muraro, la quale ora le se rivolta contro. Poi il turno di Raffaele Marra, che ora è in detenzione cautelare. Poi ancora Salvatore Romeo… Non ha avuto la mano felice nella scelta dei suoi collaboratori. Mi pare evidente”.

 

A Virginia Raggi imputa inesperienza ed incapacità o, chiede l’intervistatore, c’è dell’altro?

“L’incapacità è palese se sbagli tutte le nomine. Se persino l’ex assessore all’Urbanistica la dipinge in quel modo – al netto se avesse ragione o meno Berdini – significa che non è riuscita ad ottenere nemmeno la stima dei più stretti collaboratori. Sulle vicende giudiziarie, con un recente blog ho consigliato al M5S di non aspettare le indagini della magistratura e di promuovere una inchiesta disciplinare interna per capire cosa stia succedendo a Roma. Può anche darsi che il M5S sia stato vittima di aggressioni esterne e di infiltrazioni, ma se aspetta la magistratura finisce di non essere più credibile. Ci vuole più prudenza e capacità di autodifesa”.

 

Vogliamo dare un nome a questo “qualcuno”?

“C’è un mondo interessato ad infiltrarsi nelle istituzioni e legato ai poteri forti: penso al mondo della burocrazia romana, dei rifiuti, dei palazzinari, delle cliniche. Ma poi ci sono gli ambienti affaristici vicini alla Curia o all’usura. Stiamo pur sempre parlando della città della Banda della Magliana”.

Raggi affonderà il M5S?

E’ una palla al piede, oscura tutto. Al momento il M5S ha fatto quadrato intorno a lei perché ha prevalso la paura: “Se ammettiamo di aver sbagliato su Roma rinunciamo per sempre all’idea di vincere le elezioni politiche”, è stato il ragionamento. Valutazione sbagliata anche perché il M5S non raggiungerà il fatidico 40 per cento per andare a governare. Non lo prenderà nessun partito, manco il Pd. Un atteggiamento più rilassato avrebbe suggerito una presa di distanza via via crescente dalla giunta Raggi”.

Canestrari, intervistato da Giovanni Bucchi per Formiche, rincalza: Virginia Raggi può

“essere un’ulteriore tegola sulla sua immagine e sulla sua credibilità, ma sono mesi ormai che nel Movimento si è scatenata una guerra per bande. E’ in corso una rivolta, che va sempre più organizzandosi, e uno degli obiettivi è la leadership di Di Maio. La domanda è: Virginia Raggi risponde al Movimento o ad altri ambienti, quelli della destra romana, in particolare? A mio parere questa vicenda dimostra che il Movimento è permeabilissimo a tentativi di influenze esterne, e di certo c’è chi tra i parlamentari romani se n’era accorto”.

Il ruolo di Casaleggio jr.

“Al Movimento piace far apparire Davide Casaleggio come un tecnico che si occupa solo del portale. E’ falso: chi gestisce i dati della piattaforma Rousseau, e Davide è presidente dell’omonima associazione da lui fondata, ha a disposizione un patrimonio di informazioni preziosissimo e unico. Questo gli consente di avere un potere contrattuale che nessun altro, nel Movimento, ha né avrà mai. Nemmeno Grillo. Grillo ci mette la faccia e la popolarità, ma è evidente che non elabora le strategie. Al massimo approva quelle elaborate a Milano”.

 

Nel 2017 potrebbero esserci elezioni politiche anticipate. Chi sarà il candidato premier dei 5 Stelle? E come sarà scelto?

“Sarà certamente una persona che gode della fiducia di Davide Casaleggio o che con lui troverà un accordo. Non ci sono altre opzioni. Come sarà scelta è difficile dirlo: non hanno mai rispettato nessuna delle regole che si erano dati, spesso ne hanno applicate di inesistenti, altre le hanno confezionate in corso di votazione”.

 

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