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Eni, Claudio Descalzi: “Non lasceremo la Libia, Paese che ci ha dato molto”

ROMA – “Non lasceremo la Libia. E’ un territorio complicato ma ci ha dato moltissimo. Mai lasceremmo e non sosterremmo Paesi che hanno fatto crescere l’Eni e l’Italia”: l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, fuga i dubbi su un eventuale abbandono del Paese nordafricano, stretto nella morsa dell’Isis.

In una intervista al Sole 24 Ore, riportata da Italia Oggi, Descalzi spiega:

“La Libia è un territorio molto complicato ma, come altri Stati, penso all’Egitto, all’Algeria, al Congo, alla Nigeria, all’Angola, ci ha dato moltissimo. Mai e poi mai, dunque, lasceremmo e non sosterremmo Paesi che hanno fatto crescere l’Eni e l’Italia e ci hanno aiutato moltissimo. Questi Paesi “sono parte della nostra cultura e della nostra storia, dobbiamo rimanere per semplificare e aiutarli, sono Paesi che ci hanno dato troppo per poter essere abbandonati e usati come un taxi o un autobus”.

A proposito del maxi-giacimento di Zohr in Egitto, Descalzi riferisce che “abbiamo avuto e abbiamo diverse proposte da società importanti che sarebbero interessate a lavorare con noi su questo importantissimo progetto”. L’Egitto, prosegue, “ci sta dando grandissime soddisfazioni e va ricordato che, mentre tutti parlavano di Zohr, noi scoprivamo un altro giacimento, Nooros, che sta già producendo 70.000 barili e a ottobre ne garantirà 120.000, ed è così che abbiamo compensato in parte l’ammanco determinato dallo stop in Val D’Agri”.

A una domanda sull’ipotesi di una trattativa con Exxon per la cessione di un’ulteriore quota in Mozambico, Descalzi risponde che “non ho mai fatto il nome del partner e continuerò a non farlo, ma è vero che ci sono stati più che dei colloqui, siamo arrivati ad accordi ben chiari e definiti. (…) Spero di poter finalizzare qualcosa per fine anno o, al più tardi, per il primo trimestre del 2017″.

Sulla prima tornata di gare in Iran che si terrà ad ottobre, l’a.d. afferma che “bisognerà vedere le specifiche, quali sono i campi e come sono i contratti, che non abbiamo ancora in mano. Se rimanessero i vecchi schemi contrattuali, non torneremmo nel Paese”.

Infine, a proposito delle attività in Italia, Descalzi afferma che “per il momento la mia decisione è quella di concentrarmi per fare una Versalis più forte e la società sta rispondendo molto bene”. Sulle inchieste che hanno riguardato la Val D’Agri l’a.d. parla di “una collaborazione oggettivamente costruttiva e molto aperta con la magistratura almeno per riuscire a mettere in produzione l’impianto. Abbiamo dato e stiamo fornendo alla magistratura tutti gli elementi per dimostrare, come spero, non solo la nostra buona fede, ma anche l’alto livello degli standard realizzati. (…) Vogliamo andare fino in fondo a questo processo per verificare insieme alla magistratura, sperando di dimostrare che abbiamo agito al meglio”.


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