Blitz quotidiano
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Esce dal coma dopo 4 anni, evento rarissimo: dov’è stata?

ROMA – Si sveglia dal coma dopo 4 anni e si sveglia al punto da essere in grado di parlare, rispondere in maniera completa, addirittura intonare canzoni di Massimo Ranieri. E’ la storia di una donna siciliana che martedì tutti i siti hanno riportato, ma nel racconto manca una domanda importante, l’unica forse che avrebbe senso, la domanda delle domande: la signora, in 4 anni di sonno cerebrale, dove è stata? Cosa c’è sulla soglia della vita quando ancora morte non è, ovvero l’ultima frontiera sondabile visto che, a memoria d’uomo, di cronache della morte vera e propria nessuno è stato in grado di offrirne?

Il quesito non ha trovato risposta, lasciando insoddisfatto Antonio Scarano che su La Stampa non tenta ovviamente di dare una risposta, piuttosto mette in evidenza la “qualità”, diciamo così, della domanda: cosa c’è nella non-vita?

I risvegli, i redivivi, i ritornanti popolano l’odierno immaginario mediatico eppure il fuoco del racconto si concentra quasi sempre sul difficile reinserimento nel loro mondo quotidiano più che su quell’altro mondo da cui ritornano, sul loro reintegrarsi nella vita a noi nota più che sull’ignoto di cui potrebbero farsi ambasciatori. L’aldilà trapela attraverso piccoli segni – interruzioni di corrente elettrica, ferite sui corpi – ma non interessa davvero.

Pare quasi che, alla luce di questo soprannaturale crepuscolare di terzo millennio, l’elemento miracoloso sia la nostra esistenza ordinaria, rivelata al nostro sguardo cieco da questo brillio di straordinario. Il modo in cui l’Ansa ha battuto la notizia del misterioso risveglio sembra dimostrarlo: «Dopo 4 anni di coma si risveglia e intona canzoni di Massimo Ranieri». Un altro modo per dire che non esiste altra vita oltre questa. L’intero nostro orizzonte è racchiuso nel cerchio di un cantante melodico. Alla musica leggera si limita il repertorio dell’universo.

Al miracoloso, al numinoso, al portentoso, non chiediamo nulla di più di quel che già conosciamo, di quel che siamo. Forse per malinconia, forse per paura. Temiamo che, se osassimo la domanda delle domande, riceveremmo la stessa risposta ottenuta da Melisandre quando, ne Il trono di Spade, dopo averlo riportato in vita, chiede a John Snow: «Ascolta, quando sei morto, dopo le pugnalate, dove sei andato? Che cosa hai visto?». «Nulla … assolutamente nulla», le risponde il più celebre ritornante del nostro tempo senza aldilà.


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