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Estate, vacanze in Gran Bretagna. Ecco cosa cambia

ROMA – Avete programmato un viaggio in Gran Bretagna prima del risultato del voto sul Brexit o siete in procinto di farlo? Cosa cambia sui biglietti, sulla valuta e sull’assicurazione sanitaria per chi si prepara a volare verso il Regno Unito dopo la decisione di lasciare l’Europa? Queste le domande che molti turisti si pongono e la risposta, per ora, è che non cambia nulla. Il voto sancisce la Brexit, ma ci vorrà tempo per ricontrattare l’assistenza sanitaria e i documenti di viaggio. Diverso invece il caso dei prezzi dei voli, che potrebbero già subire un rialzo presso le compagnie aeree.

Ecco in 7 punti elaborati dal Corriere della Sera tutto quello che c’è da sapere per chi si prepara a viaggiare verso la Gran Bretagna:

“1. L’esito del referendum
Ok la Brexit, ma cosa succede a chi — dall’Italia e dal resto dell’Unione europea — ha programmato il viaggio (per vacanza, studio o lavoro) nel Regno Unito? Cosa cambia dopo il referendum in cui la maggior parte dei sudditi di sua maestà ha chiesto di lasciare la Ue? C’è bisogno di effettuare cambiamenti? Servono ulteriori documenti d’identità? La risposta, l’unica, è che non cambia assolutamente nulla. Ma ecco le voci sulle quali gli italiani chiedono «rassicurazioni».

2. I documenti di viaggio
«Non è prevista nessuna modifica al momento sul fronte della documentazione per entrare a Londra e in tutta la Gran Bretagna», spiega il Codacons. «Basterà la carta d’identità valida per l’espatrio». Solo quando il processo di uscita del Paese dalla Ue sarà completato — procedura che richiederà circa 2 anni, anche dieci secondo diversi analisti — si dovrà utilizzare il passaporto. A seconda del tipo di accordo finale che sarà firmato, poi, potrebbe servire il visto. Ma è una circostanza remota.

3. I pacchetti vacanza
Secondo Codacons «chi ha acquistato un pacchetto vacanza con destinazione Regno Unito non subirà alcuna modifica del viaggio né dovrà pagare sovraprezzi di alcun tipo». Questo perché, appunto, fino a quando il Paese non sarà ufficialmente dichiarato non più membro dell’Unione europea non cambiano nemmeno le condizioni economiche del «contratto» dei pacchetti vacanza.

4. I biglietti aerei
Chi ha già acquistato un ticket e chi lo farà nei prossimi mesi non andrà incontro a nessun tipo di modifica. L’unica variabile è, ovviamente, il prezzo. Diversi analisti specializzati nei flussi economici nell’ambito dell’aviazione commerciale prevedono rincari delle tariffe — più o meno pesanti, dipenderà da diversi fattori — quando il Regno Unito uscirà formalmente dall’Unione. L’impatto maggiore, proprio per la loro dinamica di prezzi, potrebbe verificarsi sul costo dei collegamento verso la Gran Bretagna operati dalle compagnie low cost. EasyJet, per esempio, aveva parlato di «misure più restrittive per l’aviazione e aumento delle tariffe». Ryanair aveva addirittura messo sul muso dei suoi aerei il messaggio anti Brexit: «Vote Remain in Europe».

5. L’assicurazione sanitaria
«Al momento i cittadini italiani continueranno a godere dalla copertura sanitaria in viaggio garantita dalla Tessera Europea di Assicurazione Malattia», precisa l’associazione dei consumatori. «Per il futuro, invece, sarà necessario munirsi di una specifica assicurazione sanitaria, al pari di quanto avviene per i viaggi negli Stati Uniti». In realtà anche questo aspetto dipenderà molto dal tipo di accordo che Regno Unito e Unione europea raggiungeranno alla fine del processo — lungo — di «separazione».

6. Le telefonate
Finora — e fino a quando non ci sarà la «separazione» definitiva — nell’ambito della telefonia (traffico voce e dati per il collegamento al web) «si applicano le regole sul roaming finora in vigore e i relativi costi». Dopo l’uscita formale del Paese dalla Ue potrebbero esserci «pesanti aggravi tariffari» per chi utilizzerà il telefonino in Gran Bretagna.

7. Il cambio euro-sterlina
Subito dopo l’esito del referendum — e anche in questi giorni — in realtà la sterlina molto debole si rivela un deciso vantaggio per i turisti che arrivano dall’Unione europea e che quindi utilizzano l’euro come valuta corrente. La svalutazione della sterlina rende più conveniente fare acquisti nel Regno Unito e aumenta il potere d’acquisto dei viaggiatori dell’Eurozona. Viceversa, per chi ragiona in sterline, muoversi al di fuori della Gran Bretagna si rivelerà più costoso. Se Londra risulta meno cara, almeno per il momento, tutti gli altri servizi potrebbero avere dei rialzi di costo, anche se non nell’immediato”.


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