Rassegna Stampa

Finmeccanica, Profumo rischia, Caio potrebbe diventare il nuovo amministratore delegato

Finmeccanica, Profumo rischia, Caio potrebbe diventare il nuovo amministratore delegato

Finmeccanica, Profumo rischia, Caio potrebbe diventare il nuovo amministratore delegato

ROMA – “C’è Profumo di licenziamento – scrive Giuliano Zulin di Libero – O di figuraccia. Ieri Paolo Gentiloni ha incontrato Alessandro Profumo, incaricato dallo stesso governo di diventare amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica”.

Scrive Zulin: Un vertice a sorpresa resosi necessario dopo il rinvio a giudizio per usura bancaria dell’ex presidente di Montepaschi. E accusato di aver praticato interessi fino al 190% a un imprenditore campano nel periodo in cui fu alla guida dell’istituto senese. L’ex banchiere dovrà andare a processo il 23 maggio, negli stessi giorni in cui dovrebbe prendere il controllo del colosso italiano dell’aeronautica e della difesa. Non proprio un bell’inizio. La figuraccia più grossa rischia comunque di farla il governo. In particolare il ministro Pier Carlo Padoan. Nel 2014, proprio in questo periodo, aveva inviato una lettera agli allora vertici di Eni, Enel, Terna e Finmeccanica chiedendo di convocare un’assemblea straordinaria per «introdurre nello statuto sociale un’apposita clausola in materia di requisiti di onorabilità». Il numero uno di via XX Settembre voleva che nei cda delle partecipate pubbliche non figurassero amministratori sotto processo o condannati con sentenza non definitiva. Proprio il caso di Profumo… La clausola di onorabilità aveva visto la luce durante il governo Letta, con la direttiva firmata dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni il 24 giugno 2013. Prendeva spunto dall’inchiesta per corruzione internazionale sull’ex ad di Finmeccanica e AgustaWestland, Giusepppe Orsi, arrestato il 13 febbraio 2013, per gli elicotteri venduti all’India nel 2010, e poi assolto. Secondo la direttiva Sacco-marmi, per gli amministratori di società controllate dallo Stato c’è l’ineleggibilità o decadenza in caso di condanna anche non definitiva per quattro categorie di «delitti», tra cui ad esempio quelli previsti dalle norme sull’attività bancaria, finanziaria, mobiliare. In particolare, in caso di rinvio a giudizio per questi reati c’è l’ineleggibilità. Profumo quindi sarebbe ineleggibile. Tuttavia quasi tutte le società controllate dal Tesoro hanno respinto al mittente le direttive di Saccomanni e Padoan, tranne Enel, che ha inserito nello statuto questo codice etico. Mentre Paolo Scaroni, nel 2014 era ad del-l’Eni, fu mandato a casa da Renzi per aver detto che «non esiste in nessuna società al mondo» la clausola di onorabilità. Adesso Gentiloni è nei guai: se conferma Profumo rinnega la linea politica decisa da Renzi e Padoan, se lo licenzia rinnega se stesso. In ogni caso una figuraccia mondiale, dato che Leonardo-Finmeccanica opera con i principali Stati mondiali, Usa in primis. Perché c’è anche un ulteriore dettaglio scandaloso: il rinvio a giudizio di Profumo risale all’1 marzo, mentre il manager è stato indicato come successore di Mauro Moretti a Leonardo-Finmeccanica sabato scorso. Qualcuno sapeva e ha taciuto? Pero… Il mercato comunque non esclude il passo indietro di Profumo. Dopo il 1,63% di mercoledì, anche ieri il titolo della società specializzata nella difesa ha guadagnato un altro 0,76%: una bella risposta alla nomina dell’ex banchiere, salutata da Piazza Affari con una pioggia di vendite. Circola già il nome dell’evenmale sostituto di Profumo: Francesco Caio, amministratore delegato uscente di Poste Italiane e non confermato da Padoan e Gentiloni. Caio è stato alla guida dal 2011 al 2013 di Avio (aeronautica e spaziale). Insomma, uno che ne capisce. Non come il governo… *** I CONTI DI LEONARDO bilancio 2016 Utile netto 507 milioni di euro in calo di 20 milioni rispetto all’anno precedente Ricavi 12 miliardi di euro -7,8% rispetto al 2015 Nuovi ordini 20 miliardi di euro 61% Dividendo: 0,14 euro per azione

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