Rassegna Stampa

Fisco, inchiesta mazzette a Roma: spunta nome Gigi D’Alessio

Fisco, inchiesta mazzette a Roma: spunta nome Gigi D'Alessio

Fisco, inchiesta mazzette a Roma: spunta nome Gigi D’Alessio

ROMA – Anche il cantante Gigi D’Alessio sarebbe stato “sistemato” da Salvatore Buellis e gli altri arrestati per l’inchiesta sul giro di tangenti ai giudici e ai dipendenti del fisco a Roma. Il cantante avrebbe avuto il blocco di un pignoramento già esecutivo e la rateizzazione di un pagamento dovuto al fisco, secondo le intercettazioni di una telefonata tra Buellis e Salvatore Cortellessa che risale al 24 gennaio 2013 e che si trova agli atti nell’inchiesta.

Michela Allegri su Il Messaggero scrive che il cantante avrebbe ottenuto il trattamento privilegiato da parte del fisco grazie proprio a Buellis, che avrebbe agito con un dipendente di Equitalia:

2x1000 PD

“Buellis è finito in carcere perché accusato dai pm Stefano Fava e Giuseppe Deodato di far parte di un’associazione a delinquere composta dalla collega Rossella Paoletti, da tre dipendenti dell’agenzia delle Entrate, un militare della Finanza e, soprattutto, due giudici tributari, disposti a intascare mazzette per pilotare sentenze.

Come si legge in un’informativa delle Fiamme Gialle di Velletri, però, «gli associati si muovono anche sul fronte Equitalia» facendo ottenere ai clienti sconti non dovuti sulle cartelle esattoriali. Per gli inquirenti, la Paoletti sarebbe in contatto con una funzionaria, mentre Buellis con uno dei responsabili del servizio Enti Regione Lazio, presso Equitalia Sud. Si tratterebbe di Salvatore Cortellessa. A lui Buellis si rivolge più volte – scrivono gli investigatori – e gli chiede consulenze in relazione a varie pratiche. In particolare, sottolinea la Finanza, «emerge quella del contribuente Luigi D’Alessio, in arte Gigi, per la quale i due si prodigano al fine fermare (riuscendovi) un pignoramento ormai partito e accelerare la procedura di rateizzazione». Gli investigatori fanno una precisazione: «Non si è certi che D’Alessio sia a conoscenza dei metodi non leciti utilizzati, anche se, seppur marginalmente, non si può escludere un suo coinvolgimento». Per chi indaga, è probabile che la manovra sia stata messa in atto dal commercialista desideroso di “ingraziarsi” un cliente prestigioso.

LE INTERCETTAZIONI
E’ il 24 gennaio 2013. Buellis telefona a Cortellessa, non sa di avere il cellulare sotto controllo. «C’hai novità?» chiede. «Dovrebbe essere passata. Tutto a posto, cioè la conferma ce l’ho domani» risponde il dipendente di Equitalia. Il commercialista freme: «Oggi alle tre e mezzo vado da Gigi». La situazione si sblocca il giorno seguente. Cortellessa chiama l’amico e canta vittoria. «Mi fai fa i miracoli – dice – Il pignoramento gliel’avemo revocato. La rateizzazione è stata fatta, entra a sistema la prossima settimana. L’abbiamo accelerata al massimo, però non è immediata la cosa. Cioè, deve essere lavorata dai sistemi informatici». «Mo’ chiamo Gigi, intanto ti ringrazio» replica Buellis. La situazione dovrebbe essere risolta, tanto che Cortellessa ci tiene a sottolinearlo: «Tranquilla Gigi… gli abbiamo fatto revoca’ il pignoramento. Però ti ripeto: ci vorrà qualche altro giorno, più de questo non posso fa». Poi, chiude con una battuta: «Quindi, caffé, aperitivo co’ Gigi a casa sua?». Passano due giorni e il commercialista avvisa tale Antonio, agente di D’Alessio, dell’avvenuta lavorazione della pratica presso Equitalia, ma che si dovrà attendere almeno fino al 6 febbraio per iniziare il pagamento delle rate”.

To Top