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Friuli, no migranti in arrivo: lo dicono politici Pd…

UDINE – Nessun immigrato arriverà in Friuli. A dirlo sono proprio i consiglieri del Pd in Regione, b capogruppo alla Camera e Gianni Torrenti asre regionale. I due politici del Pd hanno assicurato che si manterrà la quota del 2,19% dei richiedenti asilo assegnati alla regione e che si dirà un forte “no” all’invio di migranti dal sud Italia, soprattutto in un periodo in cui deve far fronte ai possibili arrivi dall’Austria.

Mattia Pertoldi su Il Messaggero Veneto scrive che il Pd ha promesso che nessun migrante arriverà in Friuli e che si preparano già per far fronte agli arrivi dall’Austria:

“«La nostra posizione con l’Austria – ha detto Rosato – resta molto attenta a evitare che le frontiere vengano chiuse unilateralmente visto che sarebbe in contrasto con tutti gli accordi stretti in sede europea. Il flusso di migranti coinvolge tutto il Paese, non soltanto il Fvg, ma per quanto riguarda la regione il nostro obiettivo è quello di mantenere inalterata la quota assegnata dal Viminale soprattutto per una questione di equilibrio territoriale».

Una posizione, questa, ribadita anche da Torrenti. «Da inizio anno sono arrivati in Fvg – ha spiegato – circa 1.300 nuovi richiedenti asilo (al netto dei 450 che respinti alla frontiera dalle forze dell’ordine ndr) che ci hanno creato qualche problema di gestione considerato come la regione, attualmente, si faccia carico di un migliaia di persone in più rispetto a quanto stabilito dal ministero dell’Interno.

Abbiamo chiesto a Roma di accelerare i trasferimenti fuori regione, ma è chiaro che, con gli sbarchi degli ultimi giorni al sud, il processo abbia subito un rallentamento. Quello che è certo, però, è che il Fvg, vista la situazione attuale e la collocazione geografica al confine con l’Austria, non sarà interessato dall’invio di profughi sbarcati al sud».

E se per quanto riguarda il ritardo dei pagamenti alle associazioni di volontariato Torrenti spiega che la Regione sta premendo su Roma, per evitare il ripetersi delle scene dello scorso anno in caso di arrivi di massa, con centinaia di profughi ammassati nei parchi pubblici, l’asre ha le idee chiare.

«Visto che la gran parte di loro ormai arriva a Udine dal Tarvisiano – ha concluso :–, l’unica soluzione è quella di rendere l’ex caserma Cavarzerani estremamente permeabile. Riuscire, cioè, a trasferire altrove i profughi nel momento in cui la struttura raggiunge il 50% della capienza, in modo tale da avere sempre una sorta di valvola di sfogo per la prima accoglienza dei nuovi migranti»”.


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