Blitz quotidiano
powered by aruba

Funerali, offerte chiesa a pompe funebri? Prete: Non è vero

A Pescara i fedeli non lasciano più offerte per i funerali. Il prete scrive alle pompe funebri: "Non lasciategli credere che debbano darli a voi..."

PESCARA – Le imprese funebri di Pescara intascano i soldi delle offerte dei funerali alla chiesa. Questa l’accusa che Padre Vincenzo Di Marcobernardino, parroco della Madonna dei Sette Dolori di Pescara, rivolge alle pompe funebri in una lettera aperta. Il prete ha notato che l famiglie dei defunti non lasciano più offerte alla chiesa per la celebrazione dei funerali e scoperto che molti pensavanoche la quota per la parrocchia fosse compresa nel pagamento alle imprese funebri.

Pietro Lambertini su Il Centro scrive che Don Vincenzo ha scritto la lettera alle imprese del settore perché le offerte sono i redditi su cui le parrocchie contano per poter sopravvivere, anche quelle dei funerali:

“«Le parrocchie», dice, «non hanno altri redditi se non le offerte dei fedeli e, tolte le spese fisse e quelle per i lavori necessari, usiamo tanti soldi per aiutare le famiglie in difficoltà. Insomma, se qualcosa entra da destra, poi, esce da sinistra: non si arricchisce nessuno».

Non tutti gli impresari funebri hanno apprezzato la lettera, ma padre Vincenzo ha ribadito di non pretendere niente per i funerali, nonostante laa parrocchia chieda un’offerta libera di 100 euro ma ci siano anche fedeli che ne danno di meno, e si è rimesso alla “discrezione e onestà” dei suoi destinatari:

“La lettera si apre con la richiesta di compilare correttamente i moduli per la registrazione dei defunti e poi passa al tema delle offerte: «Alcuni», recita la lettera, «ce l’hanno detto espressamente che l’avevano date alle pompe funebri. Probabilmente, si crea un equivoco», scrive il parroco riferendosi alle promozioni del “tutto compreso”, «quando dite il prezzo globale, essi pensano che in quel prezzo sia compresa anche l’offerta per la chiesa». Il parroco, allora, dà dei suggerimenti: «O dite ai parenti che nel prezzo del funerale non è compresa l’offerta per la chiesa; oppure, ricevendola voi, la darete lo stesso giorno del funerale al sacerdote che celebra o all’ufficio pastorale».

La lettera ha creato qualche malumore tra le imprese. «Ma non ho detto un’eresia né volevo offendere qualcuno o urtare la sensibilità delle ditte», replica il parroco, «ho solo ricordato che le offerte sono necessarie per le attività della chiesa e quello che ho detto vale per tutte le parrocchie e non solo per noi: non stampiamo moneta e non abbiamo finanziamenti dallo Stato, ci reggiamo con le offerte che, quotidianamente, sono redistribuite per la collettività». Padre Vincenzo cita Fra Caldino dei Promessi Sposi: «Il convento, diceva Manzoni, è come l’oceano, riceve l’acqua da tutti i fiumi e la redistribuisce con la pioggia a tutta la terra. È una bella immagine: le parrocchie si sostituiscono allo Stato per aiutare le persone in difficoltà. Per esempio, il Comune vuole fare un dormitorio da oltre vent’anni e non ci è ancora riuscito mentre la Caritas sì e ci sono anche tre mense tra Pescara e Montesilvano»”.


PER SAPERNE DI PIU'