Rassegna Stampa

Gina Lollobrigida “fragile e suggestionabile”. I periti sul caso Andrea Piazzolla

Gina Lollobrigida "fragile e suggestionabile". I periti sul caso Andrea Piazzolla

Gina Lollobrigida “fragile e suggestionabile”. I periti sul caso Andrea Piazzolla

ROMA – Una donna forte ma dalla personalità fragile, caratterizzata da uno stato di “vulnerabilità e di menomazione del potere di critica, in grado di rendere possibile l’altrui opera di suggestione” e quindi condizionarla nelle sue scelte. È la conclusione a cui sono giunti i periti nominati dalla procura di Roma per stabilire, in sede d’incidente probatorio, se Gina Lollobrigida possa essere stata vittima di circonvenzione.

Come riporta Michela Allegri su Il Messaggero di Roma,

l’atto è stato depositato due giorni fa al gip e alla pm Eleonora Fini, titolare del fascicolo in cui il giovane manager Andrea Piazzolla, è indagato per circonvenzione d’incapace aggravata. Per la prima volta, dopo precedenti controlli che escludevano questa ipotesi, i dottori Massimo Di Genio e Stefania Zenobi sostengono che l’attrice, “pur senza sconfinare in una condizione d’infermità mentale, presenta una personalità con caratteristiche disarmoniche in cui sono emersi tratti di tipo narcisistico, ossessivo-compulsivo, istrionico e paranoideo”. Tratti che “determinano un indebolimento della corretta percezione della realtà”.

Gli inquirenti contestano a Piazzolla, di aver abusato dello stato di debolezza psichica della diva e di aver portato avanti, almeno dal 2011, un’attività di persuasione tale da indurla a isolarsi dagli affetti, depredando poi il suo patrimonio con acquisti scriteriati, come denunciato dai familiari dell’attrice.

Piazzolla, racconta la Allagri sul quotidiano,

entrò nella vita della Lollobrigida nel 2009. Frequentare la villa sull’Appia, dove la diva risiede, e parte come tuttofare. Nel 2011, a 24 anni e senza esperienza, si ritrova a curare un patrimonio milionario. Ha libero accesso ai conti della diva, diventa amministratore unico delle società che gestiscono tutti i beni della donna. A casa Lollo iniziano in serie operazioni economiche che la procura definisce “abnormi e pregiudizievoli”. Piazzola acquista e noleggia auto e moto per più di un milione. Vende appartamenti per due milioni e mezzo.

(…) Si è convinta che gli amici e i familiari siano persone ostili e si è affidata solo a Piazzolla. “Nel momento in cui ha appreso, fondatamente o infondatamente, che le persone a cui aveva dato la sua fiducia erano contro di lei” ha riordinato il suo mondo “affidandosi all’unica persona che, a suo dire, meritava fiducia: Piazzolla, che le aveva dato la possibilità di giungere alla verità”.

Per i periti,

“questa scelta esclusiva conferma la compromissione decisionale della signora”. Anche perché “appare difficile da comprendere come la donna, perfezionista, metodica e parsimoniosa, abbia potuto affidare la gestione di tutto il suo patrimonio a un soggetto del quale non conosce neanche il grado di istruzione”.

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