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Giuseppe De Giorgi, dossier: “Ha ripulito carte sui marò”

ROMA – Giuseppe De Giorgi, dossier: “Ha ripulito carte sui due marò”. “Arrogante e dittatore” ma anche “spregiudicato”. C’è di tutto e di più nel dossier anonimo che punta il dito contro il Capo di Stato Maggiore della Marina Giuseppe De Giorgi. Dei presunti sprechi per 70 milioni che il dossier attribuisce a De Giorgi Blitz Quotidiano ha già scritto dettagliatamente. Ma potrebbe esserci di più. E potrebbero entrarci loro malgrado i due marò, Salvatore Girone e Massimiliano La Torre, da più di tre anni oggetto di un contenzioso internazionale tra Italia e India.

Racconta su La Stampa Grazia Longo che il dossier anonimo definisce De Giorgi:

Spregiudicato al punto di «ripulire le carte che avrebbero danneggiato l’ammiraglio Binelli nell’inchiesta sulle responsabilità che portarono alla consegna alle autorità indiane dei Marò Latorre e Girone».

Il ritratto di un uomo potente che copre altri potenti e poco attento ai problemi (serissimi) di due semplici soldati in difficoltà. Per capirlo, ovviamente, ci vorrà un’inchiesta e forse tre gradi di giudizio. Sta di fatto che la Marina difende De Giorgi. Scrive Longo:

Da un lato, la Marina bolla come «inesistenti» i «fatti contenuti nel dossier» e l’avvocato Pietro Nocita, difensore dell’ammiraglio, li definisce «calunniosi» annunciando un contro esposto «con l’auspicio che venga individuato dall’autorità giudiziaria il propalatore delle notizie». Ma dall’altro, al ministero della Difesa non si nascondono malumori e imbarazzi per la ferma intenzione di De Giorgi di non dimettersi, in attesa della pensione prevista per il prossimo giugno.

E così la vicenda dell’inchiesta che ha causato le dimissioni di Federica Guidi si fonde con la vicenda dei marò. Ancora Grazia Longo:

A proposito del progetto della flotta navale (argomento di cui l’alto ufficiale dovrà rispondere dopodomani all’interrogatorio dei pm di Potenza che lo hanno indagato per abuso d’ufficio nel filone siciliano dell’inchiesta al Porto di Augusta), l’esposto della gola profonda denuncia che l’accordo per avere il via libera ai finanziamenti «in Marina è nota come la tangente De Giorgi-Pastena». Valter Pastena è il dirigente pensionato della Ragioneria dello Stato piazzato al Mise come consulente da Gianluca Gemelli, il fidanzato dell’ex ministra Federica Guidi. L’anonimo scrive: «I toni delle critiche in seno allo Stato Maggiore Difesa erano talmente alti (Esercito e Aeronautica avevano mal digerito il varo dell’ammodernamento della flotta) che l’ammiraglio Binelli, pur riconoscente nei confronti di De Giorgi per avergli ripulito molte carte che lo avrebbero certamente danneggiato nell’inchiesta sulle responsabilità che portarono alla consegna alle autorità indiane dei Marò La Torre e Girone, si affrancò dall’impresa suggerendo a De Giorgi di evitare di andare oltre».

Ecco allora che l’ammiraglio «distoglie ben trenta milioni di euro dal bilancio sull’ammodernamento della flotta per la realizzazione di questo mezzo veloce “stealth”, ne secreta il progetto e in questa maniera, come nel suo stile da sempre, può condurre trattative dirette con chicchessia, affrancarsi da congruità di prezzi, dal dover fare gare pubbliche e, soprattutto, dal dover collaudare la fornitura, che quindi potrà essere prodotta anche in parte, funzionante o meno, tanto la si potrà considerare sperimentale». La Marina però respinge tutte le insinuazioni.

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  • I due marò
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