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Roma: M5S sospende Caracciolo, candidato che negò Olocausto

Caracciolo, definì 7 anni fa l’Olocausto una «leggenda» sulla quale esistono «solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio»

ROMA – Nel 2009 finì sui giornali come “il prof che nega l’Olocausto”. Antonio Caracciolo è stato, anche se per lo spazio di qualche ora, tra i candidati del M5S a Roma. Aspirante consigliere, magari sindaco. Ma per via delle sue opinioni, e per colpa di un mancato controllo preventivo, il M5S ha deciso solo a cose fatte di sospendere Caracciolo.

Ecco un ritratto di Caracciolo che il Corriere della Sera ha pubblicato prima della notizia della sua sospensione:

Il professor Antonio Caracciolo di fatto è candidatoto per il MoVimento 5 Stelle a Roma nel Municipio XI, ma di lui si è già parlato sui media più volte. La prima nel 2009, quando passò alla storia come il professore che negava l’Olocausto. Caracciolo, definì 7 anni fa l’Olocausto una «leggenda» sulla quale esistono «solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio». Una leggenda che sarebbe stata usata «per colpevolizzare moralmente i popoli vinti».

E, quanto alle camere a gas, disse alla Totò (solo che non era una battuta): «ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite», sono una delle tante verità “«a verificare». Così come lo sono i «sei milioni di morti nei campi di concentramento». Questa la versione storica negazionista di Antonio Caracciolo, che già all’epoca, nel 2009 fece storcere il naso a molti e che, oggi che i Cinquestelle sono ben più forti politicamente, ancora non riesce a far fare pace un’anima del Movimento con un’altra.

Caracciolo non smentì mai la propria difesa del negazionismo, anzi, ne fece sempre una questione di principio affermando «il diritto dei negazionisti di poter esprimere le loro idee, senza finire in carcere». Nel 2009 ancora militava in Forza Italia, e si definiva, all’epoca, diceva di gestire 33 blog, e si definiva coordinatore provinciale dei club di Forza Italia a Seminara (Reggio Calabria), avendone fondato uno nel 2003.