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Inps gli nega indennità da invalido. Ha una gamba amputata..

VICENZA – Ha più di sessant’anni. Ha una gamba in meno, gli è stata amputata nel 2015 per una setticemia, ma per l’Inps non è abbastanza invalido da avere diritto ad un assegno. E’ l’incredibile storia di un uomo nato a Novara ma residente a Vicenza a cui è stata negata l’invalidità superiore al 74% che gli sarebbe servita per ottenere l’assegno di indennità per l’invalidità. Si parla, come racconta il Gazzettino, di una cifra minima: 294 euro al mese. Che l’Inps, per ora, ha incredibilmente negato. Il racconto de Il Gazzettino è quello di un calvario che inizia un anno fa, quando all’uomo viene amputata una gamba. E’ già una cosa drammatica ma il peggio, per assurdo, deve ancora arrivare:

Non basta perdere una gamba per vedersi riconoscere l’invalidità civile. Così è accaduto a Ludovico C., classe 1952, originario di Novara ma residente a Vicenza. A seguito di una grave setticemia, gli è stata asportata, nel dicembre 2015, la gamba destra. Rimasto privo dell’arto inferiore, nel gennaio di quest’anno ha inoltrato all’Inps domanda telematica per il riconoscimento della pensione di invalidità civile. E la commissione medica ha riconosciuto all’uomo una percentuale di invalidità pari al 60%, con diagnosi “amputazione arto inferiore destro”.

«L’invalidità del 60 per cento – spiega Giovanni Rossetto, dell’ufficio stampa dell’associazione Agitalia che sta seguendo il caso – non permette di avere l’indennità di invalidità. Ora, contro il verbale dell’Inps, l’Agitalia proporrà all’autorità competente un accertamento tecnico preventivo, al fine di far ottenere al nostro assistito l’assegno di invalidità. Fino a una percentuale di invalidità del 74% non è dovuto, ma faremo valere la patologia depressiva che ha colpito l’uomo, ormai anziano e in difficoltà. La situazione è pazzesca, ma anche la normativa: l’assegno mensile di 294 euro va a chi ha una invalidità del 74% con un limite di reddito di 4.880 euro. In pratica una cifra modestissima, ma nonostante questo non la prende quasi nessuno. Ma nel nostro caso il signore è anche senza un lavoro».

Agitalia è un’associazione con sedi principali a Roma e Milano che si occupa principalmente di tutele nella riscossione di buoni postali, attraverso degli studi legali convenzionati. Poi si appoggia ai patronati per le pratiche previdenziali. Ludovico C. si era associato ad Agitalia per la riscossione di alcuni buoni postali, e si è rivolto all’associazione anche per la pratica di invalidità civile contro l’Inps. «La situazione italiana è sotto la soglia della decenza – aggiunge Rossetti – con questi imbuti normativi per persone che davvero versano in situazioni difficili, mentre periodicamente veniamo a conoscere vicende di falsi invalidi o falsi ciechi che spremono le casse pubbliche».