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Isis, cellule dormienti in Italia e Germania: allerta Usa

ROMA – Le cellule dormienti dei terroristi Isis si nascondono anche in Italia e Germania. A lanciare l’allerta sono gli 007 dell’intelligence degli Stati Uniti, che spiegano come gruppi simili a quelli che hanno colpito a novembre a Parigi e a marzo a Bruxelles sarebbero pronti a “risvegliarsi” anche nel nostro Paese.

James Clapper, capo dell’intelligence degli Stati Uniti, ha espresso la sua preoccupazione per possibili attacchi terroristici dell’Isis in Italia, Germania e anche Regno Unito durante un dibattito con la rivista Christian Science Monitor.  Giordano Stabile, inviato a Beirut, scrive per La Stampa che Belgio e Francia sono i paesi più esposti alle cellule dormienti dei Foreingn Fighters tra le file dei terroristi Isis, secondo i capi dell’intelligence degli Stati Uniti, e che molti attentati sono già stati sventati, come scrive anche il Daily Mail:

“BELGIO E FRANCIA I PIU’ ESPOSTI

Alla domanda se credeva che esistano cellule clandestine come quelle che hanno fatto 30 vittime il 22 marzo a Bruxelles, Clapper ha risposto sì. L’Isis non ha mai colpito in Europa al di fuori di Francia e Belgio, dove agiva una super-cellula strettamente interconnessa fra Parigi e Bruxelles.

TENTATIVI SVENTATI

Tentativi di attacchi molto seri, in particolare allo stadio di Hannover, sarebbero però stati sventati all’ultimo momento in Germania. La supercellula guidata dal belga Abdelhamid Aabaoud aveva però connessioni anche in Germania e Austria, dove è transitato parecchie volte prima degli attacchi a Parigi.

POCHI FOREIGN FIGHTER ITALIANI

Più vaghe invece le connessioni con l’Italia, una delle nazioni europee che ha dato il minor «contributo» di foreign fighter allo Stato islamico. Solo una cinquantina di italiani sarebbero partito per il Califfato fra il 2013 e il 2015, contro il migliaio di francesi e gli oltre 500 dal Belgio, che detiene il record in rapporto alla popolazione.

Il Combating terrorism center (Ctc) di West Point ha analizzato 4600 schede di stranieri che hanno chiesto di unirsi all’Isis fra l’inizio del 2013 e la fine del 2014, circa un terzo del totale degli arrivi in quel periodo. L’analisi delle nazionalità ha mostrato che 579 erano sauditi, 559 tunisini, 240 marocchini, 212 turchi, 151 egiziani, 141 russi, 49 francesi, 38 tedeschi, 30 libanesi, 26 britannici, 11 australiani, 7 canadesi, nessun americano né italiano”.


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