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Italia crocevia terroristi: passaggio Isis verso nord Europa

ROMA – I miliziani dell’Isis usano l’Italia come crocevia per arrivare al nord Europa. Dopo l‘attentato terroristico di Bruxelles del 22 marzo e quello di Parigi del 13 novembre gli investigatori ricostruiscono le rotte che portano i jihadisti in Europa. I miliziani passano da Atene, una delle basi più frequentate, e dall’Italia per poi spostarsi tra il medio oriente e l’Europa.

Marco Zatterin sul Secolo XIX scrive che la rete globale di spostamenti dei jihadisti dell’Isis comincia ad essere ricostruita, tra passaporti falsi e arrivi negli aeroporti italiani:

“Da notare un’ulteriore beffa: Khalid El Bakraoui ha utilizzato un falso passaporto con le generalità di un calciatore dell’Inter di nazionalità belga, Ibrahim Maaroufi. E non è stato notato. L’inchiesta sugli attentanti di Parigi e Bruxelles si allarga come la tela di Isis. Gli inquirenti stanno ricostruendo i movimenti dei criminali che hanno colpito lungo la Senna il 13 novembre e nella città belga il 22 marzo. Si scopre che tutto è legato, che la trama comune passa per l’attacco al museo ebraico belga del maggio 2014, Charlie Hebdo, i raid di Verviers e i blitz a Bruxelles e dintorni.

E, soprattutto, che i militanti del terrore hanno girato per l’Europa con una facilità sorprendente, anche grazie a evidenti distrazioni delle forze che avrebbero dovuto controllarli. Nella sua giornata sulla laguna, Khalid El Bakraoui si è offerto un albergo da qualche centinaio di euro, bella ricompensa per uno uscito da poco, dopo essersi preso cinque anni per furto di auto con comportamento violento. Ad Atene, comunque, perdiamo le sue tracce, salvo ritrovarle in autunno in Belgio, dove ha un ruolo logistico importante nell’organizzare l’attacco al Bataclan.

È lui che affitta il covo di Rue Fort, a Charleroi, da dove parte il commando suicida alla volta di Parigi. La polizia belga aveva emesso un mandato di arresto internazionale l’11 dicembre. Si è fatto saltare nella metro di Maelbeek. Tutto lascia intendere che si sia incontrato con Salah Abdeslam ad Atene, città amica anche per il jihadista belga Abdelhamid Abaaoud, mente dell’offensiva parigina che lì potrebbe essere passato nel gennaio 2015 e in autunno (è a Leros il 3 ottobre 2015 con passaporto finto siriano).

L’unico sopravvissuto del 13 novembre, oggi detenuto a Bruges, passa agosto e settembre in giro per l’Europa. Potrebbe essere arrivato a Bari da Charleroi, pure lui. Dalla Puglia arriva a Patrasso e lì lo scorgono il 4 agosto, in compagnia di Ahmed Dahmani, belga di origini marocchine, arrestato in Turchia – dove era arrivato da Amsterdam – il giorno dopo gli attacchi di Parigi, forse diretto in Siria. Il 9 settembre, su una Mercedes, Salah varca la frontiera fra l’Ungheria e l’Austria.

A bordo due persone, una delle quali si fa chiamare Soufiane Kayal, ma è Najim Laachraoui, l’artificiere, il secondo kamikaze di Zaventem. Il primo è l’altro fratello El Bakraoui, Ibrahim. Un giramondo. L’11 giugno 2015 Ibrahim viene arrestato alla frontiera siriana dai turchi. Il 14 luglio atterra a Schiphol, ma un errore di comunicazione fa sì che olandesi e belgi lo lascino andare. Il quotidiano «Le Soir» parla di un nuovo arresto ad Antalya, in Turchia, l’11 agosto, con espulsione in Europa il 24 agosto e ricomparsa il 22 marzo in cui si fa saltare a Zaventem. I magistrati belgi, dopo avergli dato nove anni nel 2010 per aver sparato sulla polizia, gli avevano concesso la libertà provvisoria. Non sarebbe dovuto uscire dal Paese. Invece lo ha fatto. Più volte. Probabilmente passando per la Grecia. E forse per l’Italia. Lui, come molti altri della sua cellula dannata”.

Il Mattino di Padova sottolinea che il nord est dell’Italia è il passaggio prediletto per i terroristi che fanno dell’Italia il loro crocevia:

“E il Nordest usato come stazione di passaggio per volare dai Paesi dell’Europa centrale all’area Balcanica, alla Grecia e ai Paesi del Medio-Oriente, porta d’accesso per la Siria. Il Nordest degli aspiranti jiadhisti è raccontato dalle indagini della procura anti-terrorismo di Venezia sull’imam Hussein Bilal Bosnic – arrestato nel suo Paese, la Bosnia, e condannato per terrorismo internazionale – e il reclutatore macedone Ajhan Veapi, 37 anni, di Azzano Decimo, di cui proprio pochi giorni fa il Tribunale del Riesame di Venezia ha negato la scarcerazione, ricordandone il ruolo avuto nella scelta presa da Ismar Mesinovic, l’imbianchino di Ponte nelle Alpi partito col figlio per combattere in Siria a dicembre 2014 e morto poche settimane dopo.

Il Nordest usato come area di passaggio, per la presenza degli aeroporti di Treviso e Venezia, è fotografato dal fatto che uno dei kamikaze di Bruxelles, Khalid El Bakraoui, è passato per il Veneto tra il 23 e il 24 luglio scorsi: atterrato all’aeroporto di Treviso, trascorse la notte all’el Marriott Courtyard di Tessera, per poi partire la mattina successiva, alle 6, con un volo Volotea diretto ad Atene, probabilmente per incontrare Salah Abdeslam, organizzatore degli attentati di Parigi, che sarebbe arrivato pochi giorni dopo dalla Puglia. La presenza di Khalid El Bakraoui in Veneto – rivelata ieri da SkyTg su fonti del nostro anti-terrorismo – è citata in un documento trasmesso alcuni giorni fa dal ministero dell’Interno alla Digos veneziana con la richiesta di verificare e approfondire le informazioni”.

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