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Kimberley Miners: l’ex modella inglese diventata “ragazza dell’Isis”

ROMA – Una modella senza veli, i capelli biondi e lo sguardo malizioso: questa è Kimberley Miners, o almeno, era lei fino a pochi anni fa. Oggi si fa chiamare Aisha Al-Britanya e fa propaganda per l’Isis, tanto che i servizi britannici la tengono d’occhio e hanno già bloccato il suo profilo più di una volta. La storia della 27enne viene ripercorsa da Ticino News:

Dalla pagina 3 del Sun all’ISIS? È lo strano percorso di una 27enne inglese, Kimberley Miners, finita in questi giorni alla ribalta per i suoi tentativi di raggiungere il Califfato. La giovane era già finita alla ribalta nel 2009, quando aveva posato in topless per la celebre rubrica del tabloid inglese. Poi nella sua vita sono successe parecchie cose, in particolare la morte di suo padre nel 2010, e ora Kimberley ha decisamente cambiato orizzonti. In un’intervista pubblicata venerdì dal Sun, la 27enne afferma di essersi già recata due volte nell’est della Turchia, la più comune porta d’entrata del Califfato, di avere visitato un campo profughi al confine con la Siria e di avere intenzione di tornarci in autunno.

 

La Miners vanta contatti diretti con gli uomini del Califfato:

Inoltre Kimberley ammette di essere in diretto contatto con un reclutatore dell’ISIS chiamato Abu Usamah al-Britani, riconosce di aver più volte condiviso video jihadisti su Facebook, usando lo pseudonimo di Aisha Lauren al-Britaniya, e conferma che è effettivamente lei quella ragazza completamente velata immortalata sul profilo. Il suo interesse per la jihad, spiega, è nato dopo la morte del padre. Alcuni amici musulmani le sono stati vicini tanto che oggi lei afferma di avere trovato la pace nell’islam. L’ex modella in topless non ha però voluto esprimere un giudizio sull’ISIS: “Mi hanno detto che sono lì per proteggere la religione” dichiara. “Ma io non so se è effettivamente così e questo mi turba”. La ragazza è in ogni caso sorvegliata dai servizi segreti inglesi, che le hanno già più volte fatto bloccare l’account Facebook e che ancora negli scorsi giorni le hanno intimato di cessare l’attività propagandistica a favore dell’ISIS sui social network.


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