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Bassilichi chiude, lavoratori affittano scrivania per evitare trasferimento

PISA – Sei mesi fa l’azienda Bassilichi, che offre servizi di gestione del backoffice, ovvero la burocrazia che sta dietro a tanti sportelli, ha chiuso la sua sede di Pisa. Dei 57 dipendenti che vi lavoravano, in 22 si sono trasferiti a Firenze con l’azienda. Ma i restanti 35 hanno deciso di pagarsi l’affitto di una scrivania per restare a lavorare vicino casa. Come? Con una trattenuta di 80 euro sullo stipendio continuano a rispondere alle telefonate e a prestare assistenza da Pisa in una struttura di co-working, cioè in uno spazio per uffici condiviso.

Ne parla il quotidiano Il Tirreno:

Siamo a Montacchiello, periferia di Pisa. Nel 1957 la Bassilichi si occupava di calcolatrici e macchine da scrivere. Oggi è un gruppo di 2.165 dipendenti che ha chiuso il 2015 con 270 milioni di ricavi. Sedi principali a Siena e Firenze, ha uffici in tutta Italia e in Serbia. Offre servizi informatici alle banche. Nel 2011, nonostante la crisi, ha rilevato la sede pisana della rivale C-Global. Ma purtroppo un anno fa per contenere i costi ha deciso di chiudere la filiale pisana (aperta al piano terra di un moderno edificio di via Umberto Forti) che all’epoca contava 57 lavoratori. L’unica scelta, per loro, era quella di trasferirsi nella sede di Firenze.

Ma a questo punto è successo l’impensabile. Dopo mesi di trattative e lotte sindacali, tre dipendenti lanciano la proposta. «Lasciateci qui. La sede ce la paghiamo noi». Angela Saponaro, Roberta Genovese e Luca Vaglini, con il supporto dei colleghi, hanno prima conquistato lo scetticismo dei sindacati, poi fatto cambiare idea agli stessi dirigenti dell’azienda guidata da Leonardo Bassilichi. Che ora è il pioniere italiano degli spazi in condivisione: ha trasformato in co-working l’intera unità produttiva di un’impresa, appoggiandosi a Talent Garden, una struttura nata a questo scopo e che proprio a Pisa – in un edificio dell’area industriale della Forti Holding dove lavorano circa 3.000 persone – ha affittato tre piani di un moderno palazzo, lo stesso della “vecchia” Bassilichi. «È vero, ci trattengono una somma in busta paga, ma rispetto all’abbonamento del treno risparmiamo – racconta Vaglini – poi non parliamo della qualità della vita. È migliore, siamo contenti».