Blitz quotidiano
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Parlamentari di M5s contro Virginia Raggi: lotta di potere fra donne

ROMA – Virginia Raggi è finita nel mirino delle sue colleghe del Movimento 5 stelle. Le parlamentari M5s, da Carla Ruocco e Paola Taverna a Roberta Lombardi, si sono scagliate contro il sindaco di Roma manifestando rancori e faide per una lotta di potere. Sibillina la frase di Roberto Fico, parlamentare M5s, che disse: “Le rivoluzioni a metà sono peggio dei partiti”, e ora il caos a Roma è scoppiato.

Jacopo Iacoboni su La Stampa scrive che da parte delle donne di M5s non ci sono strategie, ma tutte si sono unite contro la sindaca:

“La Faraona, come chiamano Lombardi, ha vissuto male l’ascesa della Raggi, e ora prova a strumentalizzarne le difficoltà. Ma […] Lombardi non può far cadere la Raggi (i consiglieri comunali in quota Lombardi – poco meno di una decina su 29 – non mollerebbero mai la poltrona), ma condizionarla e tenere le sue fette di potere. In particolare

1. dentro il Comune di Roma,

“le commissioni capitoline, dove ha piazzato di tutto, e controlla quelle più importanti, patrimonio, bilancio, urbanistica”;

2. i rapporti col

“vecchio potere sindacale romano (dalla Cisl ai sindacati di base: pacchetti di voti) non certo in linea con le promesse anti-lottizzazione del Movimento”;

3. la cassa delle manifestazioni.

“L’iban dell’ultimo Italia a 5 stelle (a Imola) è uguale a quello del Comitato per Palermo, la manifestazione in programma a Palermo il 24-25 settembre 2016, ormai giunta alla terza. Chi ne era, allora, il rappresentante legale? Roberta Lombardi”.

Jacopo Iacoboni affianca alla Lombardi

“il ruolo quasi sincronizzato di un’altra donna, che di Virginia Raggi parla malissimo, a tutti e ovunque, per le più svariate ragioni. Carla Ruocco […] è assai legata all’ex asre Marcello Minenna; il quale a sua volta nei suoi colloqui privati sta dicendo fuoco e fiamme contro Raggi e Di Maio”.

Altra donna di “questa faida” è individuata in Paola Taverna,

“un tempo assai vicina a Di Maio, poi scavalcata nelle preferenze umane del vicepresidente della Camera, non apprezza più Di Maio, non ama la Raggi, ed è furiosa perché le stavano per lasciare in mano il cerino della mail con cui la sindaca la informava dell’indagine sulla Muraro”.

La mail. ricorda Iacoboni, è uscita, ma a farla uscire, sostiene, “non è stata la Taverna”.


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