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M5S, rissa a Montecitorio: Sorial contro Cariello, giallo sui motivi

ROMA – Una rissa in cortile a Montecitorio tra due deputati M5S. Ma il motivo non si sa, o meglio, dalle parti del Movimento fanno di tutto per tenerlo coperto. Tommaso Ciriaco su Repubblica racconta di una rissa alla Camera:

Ore 11 circa, cortile della Camera dei deputati. Decine di parlamentari assistono attoniti a una mini corrida in salsa grillina. Due deputati del Movimento si ritrovano minacciosamente faccia a faccia. Volano parole pesanti. Litigano. Allungano le braccia, come a spintonarsi. Per evitare che lo scontro si trasformi in un’autentica, clamorosa rissa, devono intervenire addirittura due colleghi cinquestelle. In un attimo dividono i due contendenti e riportano la calma. Intorno, i parlamentari degli altri schieramenti restano attoniti. E la notizia passa di bocca in bocca in pochi minuti, arrivando fin dentro l’Aula della Camera. I due protagonisti, innanzitutto: si tratta di Giorgio Sorial e Francesco Cariello.

I due rappresentano due anime del M5S: il primo intransigente, il secondo moderato. Il fatto però è che non è chiaro perché siano quasi arrivati alle mani:

Ma quali sono le ragioni del litigio? Bocche cucite tra i cinquestelle, naturalmente. Né basta quanto raccontano alcuni deputati che lambiscono l’epicentro dello scontro. Riferiscono di aver captato frammenti di discussione, accuse su un “appuntamento di lavoro mancato” e “orari cambiati all’ultimo momento per un vertice tra rappresentanti di due commissioni ”.

Più facile inquadrare l’accaduto nel clima infuocato del Movimento. Soprattutto nel gruppo della Camera, la situazione rischia di sfuggire di mano: dopo il ridimensionamento di Luigi Di Maio e del direttorio, manca un centro decisionale, né bastano le sporadiche missioni romane di Beppe Grillo. Se a questo si aggiunge la crescente tensione interna tra ortodossi e moderati – oltre all’annosa conflittualità tra deputati e senatori pentastellati – si spiega meglio l’episodio di oggi. Un normale “mezzogiorno di fuoco grillino a Montecitorio”.