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“Mamma ho mal di testa”. Sebastiano Grava morto a 5 anni

TREVISO – “Mamma aiutami, ho mal di testa. Forte forte”. Sono le ultime parole del piccolo Sebastiano Grava, di appena 5 anni, dopo un pomeriggio in piscina. Poi la corsa in ospedale e il coma. Sebastiano è morto per un’improvvisa emorragia cerebrale, probabilmente causata da un aneurisma, una malformazione a un vaso sanguigno quasi impossibile da prevedere. La tragedia si è consumata tra giovedì e venerdì a Conegliano, in provincia di Treviso.

Diego Bo sulla Tribuna di Treviso ripercorre quei drammatici istanti insieme a mamma Stefania e papà Riccardo. “Era un bimbo sano e vivace – raccontano disperati – è sempre stato bene, non aveva mai avuto nemmeno un’influenza”.

Il piccolo aveva frequentato l’asilo nido Dei Mille e ora frequentava la scuola dell’infanzia della Nostra Famiglia. A settembre avrebbe iniziato la primaria. Non aveva mai avuto alcun problema di salute. Anzi, a differenza di altri bimbi era di costituzione forte, non era stato colpito da virus e nemmeno. Era per tutti un “piccolo super-eroe“, perché come a tutti i bambini gli piacevano i personaggi dei cartoni. Il suo personaggio preferito era Batman e a Carnevale si era travestito come il suo eroe preferito.

La tragedia si è consumata tra giovedì e venerdì. Come ogni giorno mamma Stefania era andata a prendere il figlio alla scuola dell’infanzia. Poi erano andati insieme al corso di nuoto alla piscina Ranazzurra. «Ha voluto fermarsi a giocare sui gonfiabili con il fratello, poi siamo tornati a casa», racconta mamma Stefania. La cena in famiglia, con mamma e il fratello Edoardo di 9 anni, una sera come tante altre. Sebastiano Grava aveva un legame fortissimo con il fratello maggiore, erano sempre insieme. «Come sempre hanno guardato un po’ la tivù, poi hanno giocato insieme e verso le 21.30 sono andati a letto», ricorda la madre.

«Dopo una ventina di minuti Sebastiano si è alzato ed è venuto in salotto dicendomi che aveva un mal di testa “forte forte”», rivive quei drammatici istanti la mamma, «gli ho misurato la febbre, diceva che stava male. Così ho chiamato mia mamma e abbiamo deciso di andare ospedale». Non sembra nulla di grave, inizialmente. Dopo l’arrivo al Pronto soccorso di Conegliano il bambino è stato portato in pediatria per una visita di controllo. Ma dopo una quindicina di minuti Sebastiano ha perso conoscenza ed è andato in coma. Lì per due ore i medici l’hanno rianimato, riuscendo a far ripartire il cuoricino, che era andato in arresto. Gli esami avevano evidenziato una emorragia cerebrale, quindi è stato deciso il trasferimento al Ca’ Foncello, per un’operazione chirurgica urgente. Il personale medico ha fatto di tutto, ma il quadro clinico era ormai compromesso. Papà Riccardo, architetto, lavora a Doha in Qatar, come general manager per la società trevigiana “D-recta”.

Nella notte si è imbarcato sul primo aereo disponibile per tornare in Italia. Venerdì ha fatto in tempo a vedere per l’ultima volta il figlio, che dopo pochi minuti è spirato. «I medici hanno fatto di tutto perché il papà potesse vederlo in vita per l’ultima volta», racconta la mamma. Ieri sul corpo del bambino è stata eseguita l’autopsia, per stabilire la causa del decesso. L’ipotesi è che l’aneurisma sia stata provocato da un’anomalia congenita, rimasta nell’ombra, che si è presentata all’improvviso con effetti devastanti. «Al momento è impossibile sapere quale sia stata l’origine dell’emorragia», spiega il papà. L’11 ottobre Sebastiano avrebbe compiuto 6 anni. Già sognava di andare a scuola, sognava di poter diventare “grande”, ma in un attimo tutto è svanito. Nell’abitazione di via Papa Giovanni XXIII in questi giorni parenti e amici si sono stretti attorno alla famiglia.

Oltre a genitori e al fratello, lo piangono i nonni, gli zii e anche una bisnonna. «Era un bambino pieno di energia, un terremoto di vita, dava amore, coinvolgeva gli altri bimbi», ricordano commossi i genitori, «tutti lo adoravano, i compagni, le maestre, sapeva conquistare anche gli adulti. Lui cercava e dava affetto, era pieno di vita». Sebastiano era davvero un “piccolo super-eroe”, che ora è volato in cielo. L’ultimo saluto gli verrà dato venerdì pomeriggio o sabato mattina nella chiesa parrocchiale di San Martino in centro a Conegliano.