Rassegna Stampa

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Ignaro Marino”

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Ignaro Marino"

La prima pagina del Fatto Quotidiano di martedì 23 giugno

ROMA – “Ignaro Marino” è il titolo dell’editoriale a firma di Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano di martedì 23 giugno.

Il mancato scioglimento del Consiglio comunale dimostra che la mafia ancora una volta ha sconfitto lo Stato”. Lo dicono a una sola voce i dirigenti del Pd Walter Veltroni, Laura Garavini e Luigi De Sena, che chiedono al ministro dell’Interno di “riferire in Antimafia su questa gravissima decisione”. “Rinviando continuamente lo scioglimento del Comune–rincara la dose Pina Picierno, responsabile Legalità del Pd – il governo ha regalato un salvacondotto all’amministrazione comunale infiltrata dalle mafie e ha creato un precedente pericolosissimo: da domani ogni volta che ci troveremo insituazioni analoghe vedremo sindaci e consiglieri dimettersi per evitare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose”.

Per Marco Minniti,responsabile Sicurezza del Pd,“è una Caporetto dello Stato di diritto e della lotta contro la mafia”. Niente paura: queste e tante altre dichiarazioni identiche non riguardano il Comune di Roma infettato da Mafia Capitale, ma quello di Fondi (39 mila abitanti, provincia di Latina) che nel 2008 – quand’era retto da una giunta di centrodestra – il prefetto e il ministro Roberto Maroni chiesero di sciogliere per infiltrazioni della camorra e della ‘ndrangheta. Ma il governo Berlusconi lo salvò con quasi due anni di rinvii, culminati nel 2009 con le dimissioni pilotate del sindaco e della sua squadra.

Le differenze fra il caso Fondi e il caso Roma sono due. Una milita a favore di chi non vuole (ancora) sciogliere il Comune della Capitale: a Fondi il prefetto e il Viminale erano entrambi per lo scioglimento, ma il governo si mise di traverso; a Roma il prefetto Gabrielli e il ministro Alfano devono ancora decidere e dovrebbero farlo entro luglio (anche se i primi arresti di MafiaCapitalerisalgonoapiù diseimesifa).L’altraportainvece nella direzione opposta: nel 2008 il prefetto di Latina motivò la richiesta di scioglimento di Fondi con i legami che emergevano “tra soggetti legati per via parentale a figure di vertice del Comune” e membri di vari clan mafiosi, anche se non erano confermati da alcuna inchiesta, arresto o atto giudiziario: non c’erano esponenti della giunta e del consiglio indagati per mafia, e proprio questa fu la scusa usata dal governo B. per insabbiare tutto. Invece a Roma ci sono vari esponenti delle giunte e delle maggioranze vecchie e nuove arrestati e/o indagati a vario titolo per Mafia Capitale,cioè in base a precisi e gravi atti giudiziari (…)

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