Rassegna Stampa

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Il Re è morto, viva l’arbitro”

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Il Re è morto, viva l’arbitro"

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Il Re è morto, viva l’arbitro”

ROMA – “Se i presidenti si giudicassero dai loro discorsi – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – Sergio Mattarella sarebbe un presidente perfetto. Si dirà che quasi tutti i politici e molti presidenti italiani, tipo l’ultimo e il penultimo che poi erano la stessa persona, parlano bene e razzolano male”.

L’articolo di Marco Travaglio: Ma c’era qualcosa di non rituale e dunque di sincero nel discorso di insediamento tenuto ieri a Montecitorio dal dodicesimo presidente. Quei richiami insistiti e competenti alla Costituzione e alla legalità andavano al di là della retorica del cerimoniale, dando l’impressione di un’ispirazione profonda, convinta e sentita, che fa ben sperare per la fisionomia che Mattarella vorrà dare al suo ruolo di capo dello Stato, dopo gli stravolgimenti che la funzione ha subìto nei nove, pessimi anni di Napolitano. Così come il largo spazio che, nel breve discorso, hanno avuto i temi della lotta alla delinquenza organizzata, intesa non solo come mafia ma anche come sistema criminale di corruzione politico-amministrativa-finanziaria, ben oltre i confini tradizionali fra i due fenomeni. È tutta musica per le nostre orecchie, sempreché alle parole poi seguano i fatti (…) Che non è, con buona pace dei turiferari, un progetto monocameralista: prevede, invece, un abortino con una Camera onnipotente formata per due terzi da nominati e di un Senato-dopolavoro di non eletti, con tanti saluti alla sovranità popolare e alla divisione dei poteri, visto che il premier diverrebbe il padrone del Parlamento, dunque del capo dello Stato e di parte del Csm e della Consulta. Ma questo attiene al futuro, e Mattarella – come tutti, almeno per noi – verrà giudicato dai fatti (…)

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