Blitz quotidiano
powered by aruba

Massimo Giuseppe Bossetti, lettere con Gina atti al processo

BERGAMO – Le lettere tra Massimo Giuseppe Bossetti e la detenuta del carcere di Bergamo, Gina, saranno acquisite nel processo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Dopo che la Corte d’Assise ha negato la nuova perizia del Dna, per la difesa di Bossetti arriva un nuovo colpo. Il pm Letizia Ruggeri ha chiesto di acquisire 5 lettere e l’istanza è stata accolta, ma i legali del muratore di Mapello si erano opposti perché “non contestualizzate”.

Nelle lettere tra i due detenuti si parla delle preferenze sessuali di Bossetti e le missive hanno suscitato l’interesse degli investigatori, scrive Claudia Guasco su Il Messaggero:

“Con Gina, Bossetti è esplicito nelle descrizioni di ciò che gli piace e a suscitare l’interesse degli investigatori è la corrispondenza tra i gusti dell’imputato e le ricerche in rete scovate nel computer di casa. «Si tratta di lettere sintomo di una situazione affettiva compromessa», afferma l’avvocato Paolo Camporini.

«Siamo nell’ambito di un rapporto tra adulti che non contiene riferimenti alle ricerche nei computer, come sostiene l’accusa. Se serve per delineare la personalità dell’imputato, in quelle lettere vi è una ripetuta proclamazione di innocenza e di fiducia nei giudici. Vi sono anche parole riguardanti la vittima che, se non sincere, non avrebbero senso, dal momento che Bossetti stava intrattenendo una corrispondenza con una persona che non aveva mai conosciuto».

La posta del muratore di Mapello non è più passata al setaccio come nei primi mesi di carcere, quando occupava una cella singola. Ora le lettere vengono aperte davanti a lui, ma solo per verificare che nella busta non ci sia qualcosa di proibito. Il mittente però è balzato agli occhi e ora la corrispondenza tra Massimo e Gina fa parte del procedimento”.

Immagine 1 di 11
  • Massimo Bossetti (foto Ansa)
Immagine 1 di 11