Blitz quotidiano
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Maurizio Manara, farmacista rapinato 100 volte

ROMA – I rapinatori entrano in negozio e il farmacista spara in aria per metterli in fuga: una banale notizia di cronaca locale nasconde una realtà molto più complessa. Maurizio Manara è il proprietario della farmacia di Monteverde, a Roma, che mercoledì ha sparato per far fuggire i due rapinatori che volevano ripulire la cassa. Quello che è emerso è che Manara di rapine ne ha subite 100 in 40 anni, una medie di 2,5 l’anno se non fosse che negli ultimi anni l’impennata è stata impressionante. Lo dice lui stesso: 27 solo nel 2012.

Al Corriere della Sera dice:

«Ma certo che ho paura anche io, sarei un incosciente a non averla. Ma non lo faccio vedere, maschero bene. È una cosa fondamentale, ma quello che non dimenticherò tanto facilmente adesso è lo sguardo di mia moglie. Era terrorizzata, non mi aveva mai visto sparare». Manara è il farmacista messinese di 58 anni che mercoledì sera, poco prima delle sette, ha messo in fuga due rapinatori che volevano assaltare il suo negozio a Monteverde. Ha sparato un colpo con la sua Smith&Wesson calibro 38. «Ho il porto d’armi da quando ho diciott’anni ma non avevo mai premuto il grilletto — racconta —, eppure lavoriamo qui da quarant’anni e abbiamo subito circa cento rapine, solo nel 2012 sono state 27. L’altra sera eravamo in quattro: io stavo nel mio studio, poi c’erano mia moglie e due dipendenti, ma nessun cliente, altrimenti non avrei mai tirato fuori la pistola. In vita mia l’ho estratta solo altre due volte, ed è bastato per farli scappare». Il dottor Manara non si considera «un pistolero o un eroe, ammetto che ho la passione per le armi, ma se voglio sparare vado al poligono. La verità è che quasi tutte le volte che i banditi sono venuti a farci visita ho alzato le mani e li ho lasciati fare».

 

Manara non spara solitamente quindi, però mercoledì sera è stato diverso:

«Non posso passare la mia vita a fare il vigilante, il mio lavoro è un altro. E per questo preferisco alzare le mani piuttosto che sparare. Ma l’altra sera, con mia moglie in pericolo, non potevo rimanere fermo».