Rassegna Stampa

Migranti, in Africa sono un miliardo pronti a venire qui, già 600 mila in 3 anni

Migranti, in Africa sono un miliardo pronti a venire qui, già 600 mila in 3 anni

Migranti, in Africa sono un miliardo pronti a venire qui, già 600 mila in 3 anni

ROMA – Aiutarli a casa loro? si chiede Tommaso Carboni sulla Stampa di Torino. Giusto, risponde. Ma avverte: la spinta a emigrare in Europa continuerà anzi crescerà con la crescita del reddito medio in Africa.

“Blocchi alle frontiere, rimpatri, e aiuti allo sviluppo. Sono questi i pilastri della strategia italiana (ed europea) per affrontare le migrazioni irregolari dall’Africa. Tra luglio e settembre, il calo inaspettato e drastico di sbarchi dalla Libia ha messo in luce la prima parte del piano: linea dura con le Ong, sostegno alla marina Libica, e accordi con le tribù nel sud del Paese. A questo poi si è aggiunto l’aiuto decisivo di alcune milizie della città di Sabratha – che da terra hanno bloccato le partenze per due mesi e mezzo.

“Quelle messe in campo sono misure di contenimento: non toccano le ragioni strutturali delle migrazioni. Ed è qui che entrerebbero in gioco gli aiuti allo sviluppo. Con il fondo fiduciario per l’Africa (2 miliardi e 800 milioni di euro), l’Europa, oltre a rafforzare le frontiere del Continente, vuole stimolarne cresciuta e occupazione. Investimenti benedetti se l’obiettivo è la lotta alla povertà. Ma per scoraggiare le migrazioni ci vorranno ancora diverse decadi. Anzi, nell’immediato, la crescita economica in Africa le farà probabilmente aumentare.

In Italia sono sbarcati circa 600.000 migranti irregolari dal 2014. Nel 60-70% dei casi

“si tratta di migranti economici, provenienti in misura crescente dall’Africa sub-sahariana. Secondo gli esperti, a spingerli a partire è la vasta differenza tra i redditi percepiti nei paesi d’origine e quelli potenzialmente disponibili in Europa”.

Accade però che una riduzione dell’emigrazione a fronte di un progressivo aumento della ricchezza

“scatta solo una volta superato un certo livello di reddito medio,  tra i 7.000 e i 10.000 dollari pro-capite l’anno (a parità di potere d’acquisto). Secondo le stime di Bruegel, un autorevole think tank di Bruxelles, si trovano sopra a questa soglia soltanto sette dei 47 paesi dell’Africa sub-sahariana; i rimanenti 39 stanno sotto; e gran parte di loro ci resterà – anche con una crescita del Pil pro-capite del 2%, – almeno fino al 2030, quando, sempre secondo Bruegel, vivranno in quei paesi poco più di un miliardo di abitanti”.

Migrare è “un investimento piuttosto costoso. Non è una coincidenza quindi che Marocco, El Salvador e Filippine – con redditi pro-capite tra 7.000 e 8.000 dollari l’anno – presentino tassi di emigrazione molto superiori a quelli di paesi poveri come Etiopia, Mali e Niger. Se ne deduce, afferma Hein de Haas, fondatore dell’International Migration Institute dell’Università di Oxford, che un aumento della ricchezza in Africa sub-sahariana molto probabilmente provocherà un crescita delle emigrazioni verso l’Europa”.

 

 

 

To Top