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Milano, nella giunta Sala trionfa il conflitto di interesse. M5s promette: gli staremo col fiato sul collo

MILANO – La giunta di Milano del neo-sindaco Giuseppe Sala frutto non di scelta in base alle “competenze” ma in base alla “amicizia con il sindaco e alla provenienza dal mondo bancario”: è la dura critica sferrata da Gianluca Corrado, consigliere comunale del M5S a Milano, che in un articolo sul sito Il blog delle stelle, scrive:

Esempi ce ne sono parecchi, anche se i media sembrano non essere interessati. Partiamo dall’Asre al Bilancio: Roberto Tasca si occuperà delle casse del Comune perché socio in affari di Sala visto che entrambi sono fondatori di Medhelan Management & Finance e soci di Kenergy, impresa che produce energia fotovoltaica, è inoltre vicepresidente di Webank e di Bpm e presidente dell’organismo di vigilanza del Fondo Strategico Italiano e della Simest (entrambi di Cassa Depositi e Prestiti).

A conferma che il mondo bancario è il bacino privilegiato da Sala arrivano le nomine per Arabella Caporello (Banca popolare di Milano) come direttore generale del Comune, Cesare Ferrero (ex Bnp Paribas) alla presidenza di SoGeMi, Giovanni Gorno Tempini (da Cassa Depositi e Prestiti) come presidente di Fondazione Fiera e il vicepresidente Dario Frigerio (Unicredit). Senza dimenticare il caso di Antonella Petrocelli, nominata dal sindaco renziano segretario generale del Comune, nonostante fosse indagata a Como per turbativa d’asta nell’indagine sulle paratie del lungolago e rinviata a giudizio poco prima della nomina e quindi costretta a dimettersi cinque giorni dopo.

D’altra parte, i conflitti d’interesse hanno caratterizzato l’operato di Sala fin dall’inizio: basti pensare alle cariche ricoperte come commissario di Expo e consigliere di Cassa Depositi e Prestiti mentre era candidato sindaco.

Adesso, però, Sala è il sindaco di Milano e deve rispondere delle sue scelte, ma soprattutto dell’operato dei suoi uomini a tutti i milanesi. Chi potrà garantire che le decisioni saranno prese per il bene della città e dei suoi cittadini e non a favore degli enti bancari di provenienza dei singoli dirigenti? Saranno ascoltate le esigenze e le richieste dei milanesi o solo quelle delle banche? Al futuro le risposte, noi intanto gli staremo con il fiato sul collo. Saremo gli occhi e le orecchie dei milanesi nelle istituzioni per difendere i loro interessi e portare avanti le loro istanze.


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