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Napoli, casa quasi gratis all’attrice. Assessore firmò…

NAPOLI – Al civico 5 piazzetta Cesarea, nel centro di Napoli, c’è un appartamento di pregio che nel 2000 fu assegnato dal Comune di Napoli all’attrice Maria Luisa Santella, a costo praticamente zero. In quei trecento metri quadri avrebbe dovuto realizzare un’associazione teatrale e invece l’attrice ci andò a vivere, facendosi assegnare anche un appartamento attiguo. Senza mai pagare un euro di affitto. Il caso finisce sul tavolo della giunta De Magistris, nel 2011, e l’allora asre al Patrimonio, Bernardino Tuccillo trasecola e chiede subito la riscossione del debito: circa 80 mila euro di arretrati. Parte una petizione: “Nessuno sfratti Maria Luisa Santella”. E tra i firmatari c’è pure il nome di Sandro Fucito, attuale asre al Patrimonio.

Paolo Barbuto sul quotidiano Il Mattino racconta i dettagli della vicenda ora al vaglio della Corte dei Conti, che ha aperto un fascicolo:

L’altro giorno abbiamo raccontato dell’assegnazione di un appartamento all’attrice che, nel 2000, avrebbe dovuto realizzare una associazione teatrale e che, invece, lì dentro è andata a viverci. Siamo al centro di Napoli, a piazzetta Cesarea, Salvator Rosa: la struttura inizialmente viene rifiutata dall’artista perché è malridotta, poi lei accetta e inizia a viverci ma senza pagare mai un euro di fitto. Riesce anche a farsi assegnare un appartamento attiguo anche se, nel frattempo continua a dribblare i bollettini di pagamento. Per andare incontro alle esigenze dell’artista, che sta accumulando un debito molto importante, l’amministrazione decide di ridurre il canone del 90%. Ed è da questo punto in poi che entriamo nel vivo della vicenda. Quando si insedia la Giunta De Magistris, nel 2011, l’asre al patrimonio Tuccillo, guarda l’incartamento e salta sulla sedia: non si può fare uno sconto così importante. Così manda alla Dream’s Theory una correzione: c’è stato un errore, nessuno sconto, del resto lei già paga un canone dimezzato. Ci deve più di ottantamila euro. Paghi o vada via. Il mondo del web insorge.

La petizione viaggia via Facebook, siamo nel 2012. «Proteggiamo la Santella alla quale il Comune disconosce il canone agevolato per motivi artistici…», ci sarebbe un dettaglio da sottolineare: il canone agevolato per «motivi artistici» a chi vive in un apartamento del Comune non esiste, ma questo è solo un dettaglio. Nella lista delle persone «taggate» per contribuire alla raccolta di firme compare anche il nome del fratello del sindaco De Magistris, Claudio. Chi mastica i social sa che quell’inserimento, se non condiviso, può essere immediatamente rimosso: Claudio, però, resta tenacemente nella lista che si scaglia contro il fratello sindaco; e c’era ancora ieri pomeriggio quando siamo andati a ripescare il post.Quel che colpisce di più, però, è la firma di un consigliere comunale del 2012: Alessandro Fucito. Il consigliere ringrazia l’autore della petizione e firma con convinzione, motivando anche la sua scelta. Ora noi siamo convinti che ognuno è libero di firmare la petizione che crede, compreso Fucito che in quella occasione se la prende con l’asre al patrimonio del Comune di Napoli che, all’epoca è Bernardino Tuccillo.

Il fatto è che il consigliere Fucito dopo meno di un anno smette di essere consigliere e diventa asre della Giunta che De Magistris sta smontando e rimontando.Ironia della sorte, sapete quale delega gli tocca? L’avrete già capito, quella al Patrimonio.

Però, in mezzo a tanto lavoro, la «questione Dream’s Theory» sfugge alla sua attenzione. A ricordargliela ci ha pensato, qualche mese fa, la Corte dei Conti: a tutt’oggi il debito per la casa di piazzetta Cesarea ammonta a più di centomila euro, perché non è stata avviata una procedura di riscossione?Già, perché?