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Napoli, telecamere videosorveglianza spente: gare da aprile

Le telecamere di videosorveglianza in strada a Napoli sono spente da tempo e solo da aprile forse sarà aperto il bando

NAPOLI – Le telecamere di videosorveglianza per le strade di Napoli sono spente e per riattivarle sarà necessario un bando per la gestione dei dispositivi. Il controllo del territorio è pari solo al 25% e l’Osservatorio Nazionale per la Sicurezza e la Videosorveglianza ha lanciato l’allarme.

Nico Falco su Il Mattino scrive che solo un terzo degli impianti è funzionante e che oltre alle videocamere, sono considerati dispositivi per la sicurezza anche i lettori ottici di targhe, soprattutto per aiutare le forze dell’ordine a svolgere il loro ruolo di controllo:

“nell’insieme delle telecamere, ulteriore distinguo: tra impianti così vecchi che non esistono nemmeno più pezzi di ricambio, apparecchi analogici e non in grado di comunicare con gli altri occhi elettronici e i frequenti guasti, il quadro che emerge è quello che ha fatto promettere, nel settembre scorso, un impegno maggiore sulla videosorveglianza al ministro Alfano e ha attirato l’attenzione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Da allora, però, le novità sono ben poche. La questione degli occhi elettronici resta spinosa, e non esiste, attualmente, una cabina unica di regia in cui convergano tutte le immagini registrate, in modo da consentire un monitoraggio completo e funzionale.

Lo stato dell’arte è in una mappa presente nel sito del Comune di Napoli, che riporta gli impianti installati con i Pon Sicurezza 2000/2006 e 2007/2013. Si vedono 218 punti, distribuiti per la maggior parte tra i quartieri di Chiaia, Mergellina, Vomero e in varie zone del centro storico.

La panoramica sulle aree periferiche è però impietosa: tra Poggioreale, San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli si contano soltanto 12 occhi elettronici. Ancora meno, nel lato opposto della città: se a Pianura e Soccavo le telecamere sono per lo più sulle strade principali, tra Bagnoli, Agnano, Cavalleggeri e Fuorigrotta la mappa non riporta nessun segnalino.

Tra queste, una decina non risultano funzionanti, mentre una quarantina sono addirittura ancora analogiche e quindi non in grado di interfacciarsi con gli altri occhi elettronici. Sulle aree che appaiono scoperte esistono, tuttavia, sistemi di controllo paralleli, gestiti direttamente dal Comune di Napoli o dalle forze dell’ordine; non si tratta di una copertura completa ma, negli anni, si è intervenuti nei punti considerati strategici per sopperire, almeno in parte, alle mancanze del sistema complessivo.

Altra querelle, quella della gestione delle telecamere in termini di manutenzione. Nel 2012, spiegano fonti di Palazzo San Giacomo, allo scadere dei contratti, il Ministero affidò parte degli impianti agli enti locali; su Napoli, circa 200 installazioni tra cui una novantina di telecamere, sistemate tra il Vomero e Mergellina, finirono sotto la gestione del Comune. Un sistema già vecchio e funzionante circa al 30%, che è stato tenuto in piedi alla meglio con l’ausilio dei tecnici Anm. I problemi non sono mancati, tra perdite di connessione, numero dei tecnici insufficiente e mancato pagamento dei canoni che, di fatto, hanno per diversi mesi bloccato il servizio.

Da aggiungere, i danneggiamenti volontari: telecamere fracassate più volte e furti dei contatori elettrici per impedire le registrazioni. Ad ottobre scorso, quando anche la manutenzione del lotto Vomero e Mergellina è tornato al Ministero, è stata annunciata per aprile 2016 una gara d’appalto europea dal valore di 15 milioni di euro strutturata in quattro lotti (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia) con cui la videosorveglianza verrà affidato ad un ente per regione.

Nel caso napoletano, l’aggiudicatario avrà una concessione triennale per la manutenzione di un sistema che sarà integrato dal punto di vista tecnologico e sarà, nel frattempo, stato rimodernato e reso funzionale. I lavori di adeguamento sono in corso da alcune settimane, conclusione prevista entro marzo, e sono stati affidati tramite gara alla Telecom e alla Vitrociset, che stanno rimettendo in funzione le telecamere fuori uso e sostituendo i vecchi sistemi; stesso percorso per l’altra porzione di telecamere, attualmente manutenuto dalla Sintel che ha avuto una proroga di sei mesi sull’affidamento in vista della gara d’appalto”.


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