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Padova, funzionario questura arrestato: mazzette dai cinesi per permessi soggiorno

PADOVA – Secondo l’accusa per agevolare la concessione del permesso di soggiorno prendeva ogni volta una mazzetta tra i 900 e i 2500 euro. Pierangelo Capuzzo, 44 anni, funzionario assistente della Questura di Padova, è stato arrestato alla fine della scorsa settimana. Nei suoi confronti l’accusa è di corruzione e gli investigatori parlano di almeno di una decina di episodi contestati, che sarebbero finiti con mazzette.

Dall’ufficio immigrazione, in cui lavorava, secondo gli inquirenti Capuzzo avrebbe preso contatti con un intermediario cinese e proprio sui cinesi, che hanno spesso ingente disponibilità di contanti si sarebbe “specializzato”.

Spiega il Mattino di Padova: 

Gli ispettori ministeriali cercheranno di capire questo. Ed è quello che stanno cercando di capire anche gli investigatori della Squadra mobile del primo dirigente Giorgio Di Munno. Sono stati loro a sviluppare l’indagine che è durata quasi quattro mesi ed è culminata nell’arresto di martedì pomeriggio.

Capuzzo e Chen si erano incontrati nella tarda mattinata nel parcheggio di un bar in via Morosini, laterale di via Piovese. Stavolta però, a differenza delle altre, c’erano gli investigatori della Mobile. Gli agenti hanno atteso che venisse consegnata la mazzetta per uscire allo scoperto. All’indagine hanno collaborato anche i militari della Guardia di finanza per gli accertamenti bancari.

Sì, perché secondo quanto emerso Capuzzo chiedeva una cifra che poteva variare dai 900 ai 2.500 euro. In questo modo riusciva a portare a casa anche 6 mila euro al mese. L’agente è stato sospeso dal servizio a tempo indeterminato con un decreto del questore Gianfranco Bernabei.

Per quanto riguarda i cittadini cinesi che hanno pagato tangenti per ottenere il permesso di soggiorno, rischiano la revoca del documento nel caso in cui fosse accertato che non avevano titolo per ottenerlo. Gli investigatori stanno cercando di sviluppare un ulteriore fronte d’indagine. C’è il sospetto che Capuzzo e Chen gestissero un traffico di minori in arrivo dalla Cina. Perquisendo l’abitazione del poliziotto, gli investigatori hanno sequestrato alcune formine in silicone. Si tratterebbe di impronte digitali di bambini di cui non si conoscono le generalità.