Blitz quotidiano
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Pantelleria, aerei spia Usa verso la Libia. Reportage Cnn

ROMA – La Cnn è stata a Pantelleria, l’isola siciliana da cui partono i voli degli aerei spia utilizzati dalle forze speciali americane per monitorare la situazione in Libia e Tunisia. Quanto riportato dalla televisione americana conferma ricostruzioni già note di cui spesso si è parlato, che indicavano come per le attività contro lo Stato islamico libico la base nella piccola isola della Sicilia fosse considerata in questo momento più centrale dell’aeroporto di Trapani Birgi, dove l’Italia ha schierato un velivolo senza pilota Predator da ricognizione e quattro jet Amx, e di Sigonella, base americana da cui decollano i Global Hawk sotto una missione di controllo Nato e che Roma nei mesi scorsi ha aperto all’utilizzo di Uav armati statunitensi.

Il sito Formiche spiega quindi:

Quello ripreso nel filmato della Cnn è molto probabilmente (i codici potrebbero essere scritto sulla parte pixellata delle immagini, di cui evidentemente non ne è stata concessa la pubblicazione) il Beechcraft King Air 350ER modificato con numero di volo “N351DY” che gli osservatori della crisi libica dei jihadisti tunisini e degli spostamenti aerei collegati hanno più volte tracciato in questi mesi. Si tratta di un aereo civile predisposto dal SoCom (il Comando operazioni speciali del Pentagono) con apparecchiature tecnologiche per missioni ISR, ossia di intelligence, ricerca e sorveglianza. Intercettazione delle comunicazioni, telecamere e sistemi fotografici ad alta risoluzione collegati con Satcom per trasmettere i dati raccolti dai tre uomini di equipaggio in tempo reale al comando e a celle di utilizzo a terra.

I voli spia che coprono gli oltre 1200 chilometri di costa libica, sarebbero in funzione da più di un anno, e inquadrano essenzialmente i movimenti degli uomini dello Stato islamico: è quasi certamente grazie a queste osservazione che gli F15 americani decollati il 13 novembre del 2015 da una base inglese hanno potuto eliminare il leader più importante del Califfato in Libia, Abu Nabil al Anbari, alias Abul Mughirah al Qahtani. Dopo l’insediamento del governo spinto dall’Onu a Tripoli, negli occhi elettronici dei sensori americani potrebbero essere finite anche alcune milizie tripoline non compiacenti con il leader designato Fayez Serraj.