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Paolo Di Donato, uomo in Ferrari che fa milioni coi profughi

BENEVENTO – Paolo Di Donato, “l’uomo in Ferrari che fa i milioni con i profughi”: così il quotidiano Il Giornale definisce Paolo Di Donato, dirigente del consorzio Maleventum che si occupa della gestione dei profughi nella provincia di Benevento.

Alcuni mesi fa Di Donato era già stato al centro di un articolo del sito Redattore Sociale, che aveva denunciato: “Il Consorzio Maleventum incassa fino a 30 mila euro al giorno per occuparsi, nel Beneventano, di 1.000 richiedenti asilo in strutture spesso fatiscenti e sovraffollate”.

Replicando alle accuse sullo stesso quotidiano online, Maleventum aveva dichiarato di ospitare “740 migranti in 12 strutture” e ricordava di aver vinto due appalti al ribasso (a “28 euro al giorno per migrante, contro i 35 euro a base d’asta”).

Nello stesso articolo, ricorda Massimo Malpica su Il Giornale, si sottolineava che

“Di Donato era «dirigente» e non «presidente» del consorzio, ruolo ricoperto invece da Elio Ouchtati che firmava la replica. Di Ouchtati, sul web, non c’è nulla. Del «dirigente aziendale» Di Donato invece sì, e così pure del consorzio Maleventum, che negli ultimi anni di emergenza immigrazione sembra prosperare. Dovrebbe avere un giro d’affari di almeno 8 milioni l’anno nonostante le gare vinte al ribasso, forte dei suoi mille posti letto spalmati in 15 strutture”.

Su internet di Di Donato ci sono diverse immagini, spiega Malpica:

“Posta foto a tutto spiano, e a giudicare da quelle si direbbe che non se la passa male nemmeno lui. C’è la Ferrari, una Porsche, un «selfie» alla guida di un motoscafo, un’altra simile con i Faraglioni alle spalle, due scatti in compagnia «dei ministri della Salute, Livia Turco, e della Giustizia, Clemente Mastella». Gli ultimi due sono sul suo sito, dove si definisce «ideatore, creatore e gestore» del consorzio Maleventum. Mentre su Facebook Di Donato non fa mancare scintille con gli amministratori locali che non gradiscono la presenza dei profughi sul loro territorio (e di conseguenza il suo business)”.

Malpica ricorda anche un botta e risposta tra Di Donato e il sindaco di un piccolo Comune della provincia di Benevento, Castelvenere, avvenuto lo scorso maggio:

A maggio scorso il sindaco, non essendo stato informato dell’arrivo di alcuni rifugiati, aveva chiesto di gestire direttamente i fondi per l’accoglienza, minacciando di consegnare al prefetto la sua fascia tricolore. Di Donato ha replicato, caustico: «Cari Sindaci, ma il problema sono i profughi che passeggiano nei vostri comuni o i soldi che mi dà il Governo devono essere per Voi e per le Vostre cooperative?». L’unica cosa certa è che chi guadagna con i migranti non ha i conti in rosso. Semmai la Ferrari.


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