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Primarie centrosinistra Roma, i sei candidati in tv VIDEO

ROMA – Primarie centrosinistra Roma, i sei candidati in tv. C’erano i favoriti Roberto Giachetti e Morassut. E c’erano anche i 4 outsider:  Stefano Pedica del Pd, Gianfranco Mascia dei Verdi insieme al suo orso di peluche, il generale Domenico Rossi per il Centro Democratico; e Chiara Ferraro, la ragazza autistica accompagnata da suo padre. Lunedì 29 febbraio la trasmissione tv “In mezz’ora” condotta da Lucia Annunziata su Rai Tre ha ospitato il primo confronto tv tra i sei candidati alle primarie del centrosinistra per scegliere il prossimo candidato sindaco di Roma.

Un primo incontro interlocutorio (ne seguirà un secondo in un teatro romano) dove ciascuno dei candidati, come riporta il Messaggero, ha insistito su alcuni aspetti chiave della sua campagna elettorale.  Roberto Giachetti ha puntato sui tram e accusato Ignazio Marino. Sull’ex sindaco critico anche Morassut che poi ha parlato del suo “zibaldone”, il programma che presenterà nei prossimi giorni. Così Il Messaggero sintetizza il confronto:

ROBERTO GIACHETTI
«Non è assolutamente sicuro che vinca il centrosinistra. I giorni e le settimane che abbiamo di fronte serviranno proprio a far sì che il centrosinistra vinca», ha detto Roberto Giachetti.«Io temo tutti, perché per me può succedere di tutto e temo soprattutto il fatto che la città è molto arrabbiata e noi dobbiamo convincerla che c’è possibilità di ricrescere», ha continuato, rispondendo alla domanda se teme il M5S come avversario elettorale.

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Quanto al caso Marino: «È abbastanza singolare che un sindaco presenta le sue dimissioni e poi le ritira. Non è che il notaio arriva perché delle persone sono impazzite, c’era una crisi del rapporto con le forze politiche, soprattutto tra Marino e la città. Quando si comincia una battaglia elettorale sostenendo che ‘Non è politica, è Roma’, ovvero si espelle la politica purtroppo può succedere che si finisce dal notaio. A me la fine non è piaciuta, ma non so se sarebbe stato traumatico il proseguimento».

ROBERTO MORASSUT (PD)
«Non credo Renzi perderà Roma. Ho la sensazione che il centrosinistra può vincere queste elezioni», ha detto il candidato Roberto Morassut. «Penso che la destra sia abbastanza in caos – aggiunge – Credo che il M5s con quel baricentro politico spostato a destra della Raggi sia elemento temibile e competitivo ma lo possiamo sconfiggere. Con Marchini c’è un civismo molto coperto dalla politica».

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«Io ho lavorato su un zibaldone di programma che diventerà una sintesi tra due giorni, che presenterò alla stampa», ha spiegato. «Il programma va raccontato. Non ci sono state molte occasioni di confronto. Spesso prevale tendenza a raccontare noi stessi come quelli che stanno con questo o quell’altro e i contenuti interessano meno».

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E su Marino dice: «La fine dell’amministrazione Marino ha lasciato una ferita. Quell’esperienza si doveva concludere in consiglio comunale». «È vero anche che Marino ci ha messo del suo: dimettersi e poi ritirare le dimissioni ha creato un corto circuito – spiega – Ma Marino è stato vittima di un male più profondo che riguarda il centrosinistra e il Pd in questi anni per essersi chiusi in logiche interne dominate da signorie che si chiamano correnti. Questo ha pesato moltissimo ma poi c’è stata la responsabilità di un sindaco un pò naif, distante dal sentimento e i bisogni della città».

STEFANO PEDICA (PD)
«Io temo molto di più (del Movimento Cinque Stelle, ndr) il Partito Democratico, il mio partito perché c’è una marea di scontentezza…», dice Stefano Pedica. Quanto alla passata amministrazione il candidato sottolinea: «Qui c’è un abbandono totale. Dobbiamo fare un’analisi degli ultimi due anni, non massacrare il soggetto (Ignazio Marino, ndr) e scaricare tutte le nostre colpe. Non è così. Gli anni di abbandono sono da 15 anni a questa parte».

GIANFRANCO MASCIA (VERDI) E DOMENICO ROSSI (CD)
«Ci vuole il controllo da parte di un commissario autonomo sull’operato dei dirigenti. Una figura che sta al fianco al sindaco. Io propongo Gianfranco Amendola, che è stato procuratore della Repubblica a Civitavecchia», è la proposta del candidato alle primarie per i Verdi Gianfranco Mascia. «La mia è una campagna dadaista», spiega. E lancia un affondo contro la candidata del M5S Virginia Raggi: «Io e Virginia Raggi abbiamo un punto in comune: quando lei era nello studio Previti io ero sotto a combattere le leggi ad personam di Berlusconi. Due ruoli abbastanza diversi: io rivendico il mio ruolo di movimentista». Per Gianfranco Mascia e Domenico Rossi, l’avversario più temibile nella sfida Campidoglio è il Movimento 5 Stelle. E quando gli viene chiesto il perché Mascia risponde: «Perché so cosa porterebbe la loro vittoria».

CHIARA FERRARO
«L’esperienza con lista civica Marino, fu una grande vittoria per chi è abituato ad essere nascosto. Rispetto molto le critiche ma il nostro punto di vista è diverso: non è un’esposizione di Chiara, è un esserci di Chiara. Non si possono costruire luoghi adatti a Chiara. Chiara deve vivere la sua città, è città che deve essere autistic friendly», dice il padre di Chiara Ferraro.

L’intervento di Stefano Pedica a “In Mezz’ora”

Il confronto Giachetti-Morassut a Il Messaggero Tv

 


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