Rassegna Stampa

Profughi a Villa Cernigliaro, buen retiro di Croce e Einaudi. Ma sindaco e Lega…

Profughi a Villa Cernigliaro, buen retiro di Croce e Einaudi. Ma sindaco e Lega...

Profughi a Villa Cernigliaro, buen retiro di Croce e Einaudi. Ma sindaco e Lega…

BIELLA – E’ stata il buen retiro di Cesare Pavese e Benedetto Croce, Norberto Bobbio e Luigi Einaudi. Oggi Villa Cernigliaro, nel cuore di Sordevolo (Biella) una delle ville reali del Piemonte, sarà la dimora di migranti e profughi.

“Di cultura non si campa”, spiega ora la proprietaria che in accordo con una coop ha già ricevuto la Prefettura per il primo sopralluogo. Villa Cernigliaro diventerà un centro di accoglienza per migranti. Ma il sindaco e la Lega Nord non l’hanno presa bene e sono pronti alle barricate.

Come riporta Gaetano Costa su Italia Oggi.

San raffaele

L’accordo tra la proprietà e la coop Versoprobo di Vercelli, invece, è già stato raggiunto. Ma il sindaco di Sordevolo, Riccardo Lunardon, eletto con una lista civica, è pronto a fare le barricate per scongiurare l’arrivo dei richiedenti asilo. «Se le istituzioni mi avessero sostenuto, forse non avrei deciso d’intraprendere questa strada», ha spiegato all’edizione locale dellaStampa la proprietaria dello storico palazzo, Carlotta Cernigliaro. «Pensiamo d’avviare corsi di formazione per dare un’opportunità ai migranti: vorremmo creare un progetto sperimentale sullo stile del Magdas Hotel di Vienna», ovvero l’albergo dalle parti del Prater che la Caritas ha dato in gestione a una trentina di migranti.

I profughi ospitati a Villa Cernigliaro dovrebbero essere meno. Per il momento, una decina. Andranno a occupare le vecchie stanze dedicate alla servitù e potranno dare il loro contributo al mantenimento della struttura come giardinieri, restauratori o addetti alla sicurezza. «Quella era una casa per vacanze», ha proseguito la proprietaria, «ma qui, di turisti, se ne vedono pochi».L’idea d’affittare alcune stanze della villa alle cooperative che gestiscono i richiedenti asilo è nata proprio per far fronte ai mancati introiti derivanti da arte e cultura. Anche dopo l’arrivo dei profughi, la dimora continuerà comunque a ospitare ricevimenti, feste e matrimoni.

Il sindaco Lunardon ha appresola notizia sui giornali. Ed è subito passato all’azione. Per prima cosa, ha inviato la polizia municipale, con cartelli di divieto di sosta, a chiudere il parcheggio che si trova poco lontano dalla storica villa. «All’interno della dimora si svolgono feste e ricevimenti, ma il Comune non è stato coinvolto», ha attaccato il primo cittadino. «Io penserò a tutelare il mio territorio». Dalla parte del sindaco s’è schierata anche la Lega Nord. «Quale genitore si fiderà ancora a mandare i suoi figli a divertirsi col rischio di violenza per le ragazze e risse tra i maschi?», ha sottolineato il segretario provinciale del Carroccio, Michele Mosca, in riferimento al parco della villa, spesso frequentato dai giovani biellesi.

«Con quest’operazione rischiamo di creare danni incalcolabili al patrimonio centenario che rappresenta la villa col suo parco, senza calcolare che l’attività commerciale sarà probabilmente costretta a chiudere i battenti, perché la convivenza coi migranti è impossibile», ha incalzato il leghista prima di esprimere solidarietà al sindaco Lunardon. «Dopo anni di fatica per cambiare il volto di Sordevolo, rischia di vedere tutto il suo lavoro gettato alle ortiche».

Nel Novecento era il «buen ritiro» dei grandi nomi della cultura italiana. Attorno al saggista, poeta e senatore Franco Antonicelli, in estate Villa Cernigliaro ospitava gente come Cesare Pavese, Benedetto Croce, Norberto Bobbio e Luigi Einaudi prima dell’ascesa a presidente della Repubblica. Oggi un’ala della dimora, nel cuore di Sordevolo, inserita nel patrimonio delle ville Reali del Piemonte, diventerà un centro d’accoglienza per richiedenti asilo. L’accordo tra la proprietà e la coop vercellese Versoprobo è già stato raggiunto e ieri la Prefettura ha eseguito il primo sopralluogo tecnico.

To Top